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Vaccino eradica virus AIDS in scimmie


Le scimmie erano affetti da una forma di immunodeficienza 100 volte pi¨ letale dell┤HIV. Il vaccino ora verrÓ sperimentato anche sull┤uomo. La ricerca della Oregon Health and Science University Ŕ stata pubblicata su Nature.
Redazione 13 Settembre 2013 Condividi
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Un vaccino provato in scimmie con Siv (Simian Immunodeficiency Virus), l´equivalente dell´Hiv umano, ha mostrato di riuscire a eradicare completamente il virus. Si è rivelato efficace in nove dei 16 macachi rhesus in cui era stato inoculato e ora verrà sperimentato anche sull´uomo. La ricerca della Oregon Health and Science University e´ stata pubblicata su Nature.

L´équipe di studiosi ha esaminato una forma aggressiva di virus chiamato SIVmac239, che è fino a 100 volte più letale di HIV. In test precedenti le scimmie infette erano morte nel giro di due anni, ma questa volta in 12 delle scimmie, il vaccino rimaneva ancora efficace dopo 12 mesi. "Abbiamo usato criteri molto rigidi per fare questa sperimentazione - ha detto il professor Louis Picker, del Gene and therapy institute dell´Oregon Health and Science University -. Alla fine nel corpo delle scimmie non c´era traccia del virus".

Invece di causare la malattia, il virus e´ stato pero´ modificato in modo da stimolare il sistema immunitario a combattere le molecole del Siv. Il vaccino lavorato stimolando la produzione di un particolare tipo di cellule del sangue, chiamate “cellule T effettrici della memoria”, che possono rimanere vigili nel corpo per molto tempo dopo la fine di un attacco da parte di un agente patogeno, fornendo una protezione a lungo termine.

Nel futuro è possibile pensare ad un vaccino basato sul CMV, a patto di aspettare i lunghi tempi della sperimentazione umana. Tempi estesi perché, osserva Picker, “per arrivare ad una versione umana, dobbiamo fare in modo che non sia assolutamente sicuro”. Proprio per motivi di sicurezza, prosegue il professore, “abbiamo progettato un virus CMV che genera la stessa risposta immunitaria, ma è stato attenuato ad un livello che pensiamo sia inequivocabilmente sicuro”.

Andrew Freedman, della Cardiff University School of Medicine, commentando il successo della ricerca, ha osservato che il vaccino, “anche se non può impedire l’infezione iniziale, potrebbero portare alla successiva liquidazione”.

Nel 2009, alcuni ricercatori thailandesi hanno pubblicato su Lancet i risultati di un vaccino sperimentale contro l’HIV, che ha ridotto di circa un terzo il rischio di contrarre l’HIV.

Intanto, in Sudafrica è iniziata la sperimentazione di fase 2 sull’uomo del vaccino italiano contro l’HIV basato sulla proteina Tat di HIV-1. Lo studio, condotto dal gruppo di ricerca italiano coordinato da Barbara Ensoli del Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute italiano è, in questa fase di sperimentazione, sostenuto dal Ministero degli Esteri.

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