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RICERCA E SVILUPPO
Cybersecurity

UniTrento e Cnr insieme a caccia di malware


1,3 milioni dalla Commissione Europea per l´avvio del doppio laboratorio a Trento/Pisa per la sicurezza informatica. Forniranno supporto tecnologico e formazione agli operatori nell´alta investigazione sui crimini informatici. Nuova conferma per l´attività scientifica del Disi dell´Università di Trento che da tempo collabora con l´Istituto di informatica e telematica (Iit-Cnr) per raccogliere e analizzare i ´software malvagi´ più diffusi in internet, e capire come neutralizzarli
Redazione 8 Luglio 2015 Condividi
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Raccogliere, custodire e catalogare i software patogeni, o malware, più diffusi e pericolosi, per studiarne le caratteristiche e perfezionare gli standard di sicurezza informatica necessari a neutralizzarli. È questo l’obiettivo del laboratorio Malware, creato all’interno del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione (Disi) dell’Università di Trento.
 
Dal 2013 docenti, ricercatori e dottorandi del Disi sono riusciti a catturare circa 70 malware, mettendone in funzione 32. Questi software patogeni (chiamati exploit kit) hanno la precisa funzione di infettare gli utenti e possono a loro volta essere ‘armati’ e usati come vettori per distribuire altro malware, analogamente a come gli insetti vettori trasmettono le malattie. Secondo un rapporto di Google, due terzi degli attacchi agli utenti finali è causato proprio da questo tipo di software.
 
Centro all’avanguardia sulla sicurezza informatica, il Disi è stato coinvolto in un progetto che lo vede impegnato, insieme al Consiglio nazionale delle ricerche, nella realizzazione di un laboratorio congiunto nell’ambito di NeCS (European Network for Cyber-Security), iniziativa promossa dall’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche (Iit-Cnr) e volta a creare una rete internazionale di ricerca e formazione sui temi della cybersecurity.

Circa 1,3 milioni di euro è la cifra che la Commissione Europea, tramite il programma Horizon 2020, ha deciso di destinare alla realizzazione di questo doppio laboratorio: alla sede di Trento verranno assegnati approssimativamente 500mila euro, mentre i restanti 800mila andranno a alla sede di Pisa, ospitata dalle strutture del Cnr. Il proposito è quello di finanziare giovani ricercatori e organizzare scuole internazionali e corsi di alta formazione. “NeCS ci darà la possibilità creare e affiancare alle attività di ricerca su cybersecurity già esistenti un piano di alta formazione internazionale e multidisciplinare. Questo permetterà di consolidare e ampliare le competenze del laboratorio congiunto con il Cnr, nonché diventare un polo per attrarre sia giovani talenti sia aziende”, ha dichiarato Bruno Crispo, responsabile del laboratorio congiunto per l´Università di Trento.
 
Quella tra il Disi e l’Iit-Cnr nel campo della sicurezza informatica, però, è una collaborazione che dura da anni. Già nel 2006, infatti, il progetto europeo ‘S3MS’, incentrato sulla sicurezza dei dispositivi mobili e coordinato da Fabio Massacci dell’Università di Trento, annoverava l’Iit-Cnr tra i partner principali. Dal 2010 al 2014, invece, Disi e Iit-Cnr hanno lavorato insieme per ‘NESSOS’, altra iniziativa europea che coinvolgeva atenei e aziende multinazionali nella ricerca di nuove strategie di cybersecurity. Iniziativa di cui NeCS si configura come la naturale prosecuzione. “E il fatto che la Comunità Europea continui a finanziare le nostre attività congiunte è una testimonianza del buon lavoro che abbiamo svolto finora e che continueremo a svolgere”, dichiara Fabio Martinelli, coordinatore dei progetti Europei NeCS/NESSOS e co-esponsabile del laboratorio congiunto per lo Iit-Cnr. 

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