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RICERCA E SVILUPPO
Cnr

Sul lungo termine gli antibiotici rendono i batteri pi¨ forti


Il gruppo di ecologia microbica dell┤Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Verbania ricerca i geni di resistenza agli antibiotici nella comunitÓ batterica naturale. Lo studio nel quale, per la prima volta al mondo, Ŕ presentato il resistoma (la fotografia dell┤insieme dei geni di resistenza) di un grande lago (il Lago Maggiore) Ŕ stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Molecular Ecology.
Redazione 10 Luglio 2015 Condividi
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fonte: meteoweb.eu
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L´utilizzo massivo ed incontrollato degli antibiotici ha portato ad una situazione di emergenza nella quale i decessi dovuti ad infezioni da batteri resistenti sono in aumento, così come i costi che le stesse causano ai vari sistemi sanitari. Ad oggi nella sola Europa si contano decine di migliaia di decessi ogni anno, ed il rischio dello svilupparsi di pandemie di batteri non curabili con gli antibiotici oggi a nostra disposizione è reale.

La conoscenza dell´ambiente in cui viviamo (sia esso un lago, un terreno agricolo, un ortaggio o un pezzo di carne) e di come i geni di antibiotico resistenza persistano e vengano selezionati nelle comunità batteriche ivi presenti è, con lo sviluppo di nuovi antibiotici e con un diverso e corretto utilizzo degli antibiotici esistenti, l´unica via per assicurare un futuro all´efficacia del farmaco antibiotico come lo conosciamo.
Lo studio pubblicato sulla rivista Molecular Ecology dal Gruppo di Ecologia Microbica (MEG) dell´Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Verbania identifica e descrive, per la prima volta, il resistoma, di un grande lago (il Lago Maggiore).

La classificazione e la quantificazione dei geni di resistenza ai diversi antibiotici, posti in relazione con le variabili ecologiche e microbiologiche per un periodo di quasi due anni permettono di porre l´accento su come l´ambiente naturale (in questo caso una risorsa di importanza strategica assoluta, come la più grande riserva italiana di acqua dolce) sia suscettibile alla contaminazione da antibiotici, e possa diventare un serbatoio naturale di geni di resistenza, anche ad antibiotici di ultima generazione. L´ambiente naturale può quindi concorrere nella riduzione di efficacia della terapia antibiotica, assicurando una riserva a lungo termine di geni specifici di resistenza potenzialmente acquisibili da batteri patogeni per trasferimento genico orizzontale. I dati presentati denunciano una costante abbondanza di geni di resistenza a tetracicline e solfonamidici, antibiotici ampiamente utilizzati in passato, ma anche la presenza di geni di resistenza ad antibiotici beta-lattamici ed aminoglicosidici, non correlabili a variabili ecologiche o ambientali.

Il MEG del CNR-ISE è in prima linea nello studio delle antibiotico resistenze con un approccio prettamente ecologico sperimentale, e nuove ricerche sullo sviluppo e la permanenza di geni e batteri resistenti in diversi ambienti (dalle acque dolci e marine, alle acque reflue, al plancton, all´intestino umano, ai sedimenti) sono oggi portate avanti a Verbania in cooperazione con diversi gruppi di ricerca in Italia a nel mondo.

(cnr.it)

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