Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alcuni di questi cookie sono utilizzati per realizzare le analisi delle viste, altri a gestire la pubblicità e altri ancora sono necessari per il corretto funzionamento del sito. Se si continua a navigare o si fa clic su "accettare", considereremo come accettato il loro utilizzo. È possibile ottenere ulteriori informazioni, o sapere come modificare le impostazioni, in Politica sui cookie?
Versión Española Versión Mexicana Ibercampus English Version Version fran├žaise Versione italiana

23/4/2019  
      in Ibercampus in  | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Contatti | Tariffe | Iscriversi | RSS RSS
Politica
Politiche di inclusione
Ricerca e sviluppo
Capitale umano
Economia
Cultura
Ambiente
Salute
SocietÓ
Sport
Dibattiti
Interviste
Educazione
Borse di studio
Lavoro e Formazione
America Latina
Tendenze
Le aziende ed i CSR
UniversitÓ
Chiamate
 Empresas y RSC
A2A
ANSALDO STS
ASSICURAZIONI GENERALI
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
BANCA POPOLARE DI MILANO
BANCO POPOLARE SOCIET└ COOPERATIVA
BULGARI
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
DIASORIN
ENEL S.P.A.
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
FONDIARIA-SAI
GTECH
IMPREGILO
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
PARMALAT
PIRELLI & C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SNAM RETE GAS
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA - RETE ELETTRICA NAZIONALE
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
 Universidades























POLITICA
Salario minimo in Europa

Su 28 Stati ben 21, l┤Italia, come sempre, tra i 7 esclusi


Attualmente 21 dei 28 stati che compongono l┤Unione europea prevedono un salario minimo nazionale. Sono: Belgio, Bulgaria, Croazia, Estonia, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Regno Unito, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria.
Redazione 22 Gennaio 2014 Condividi
Comparte esta noticia en TwitterComparte esta noticia en FacebookComparte esta noticia en TwitterAñadir a del.icio.usAñadir a YahooRSS
Come ricorda Eurostat (l’ufficio statistico della Ue), le retribuzioni minime nazionali sono fissate dalla legge o da accordi di categoria. Di norma si applicano a tutti i lavoratori dipendenti, o comunque alla maggioranza dei lavoratori dipendenti di un paese. Gli importi delle retribuzioni minime sono lordi, comprendono cioè le imposte sul reddito e i contributi di sicurezza sociale, che variano da paese a paese.

Questi stipendi cambiano molto a seconda dello stato: si passa da 157 euro in Romania a 1.462 in Irlanda, fino ai 1.502 in Belgio e ai 1.874 euro in Lussemburgo.

Nei paesi che non prevedono un salario minimo nazionale (Danimarca, Italia, Austria, Finlandia e Svezia) le retribuzioni sono fissate per contrattazione tra le parti sociali, a livello aziendale o per singolo contratto. In genere gli accordi a livello settoriale in pratica equivalgono a retribuzioni minime. Cipro prevede salari minimi stabiliti dalla legge che però non valgono per tutti i lavoratori, ma sono limitati a specifici settori o professioni.

I pro e i contro. In un documento presentato nell’aprile del 2012, la Commissione europea sottolineava che “fissare salari minimi di livello adeguato può contribuire a evitare l’aumento della povertà lavorativa ed è un fattore importante per garantire la qualità e la dignità dei posti di lavoro”. E il 9 gennaio 2014 il ministro delle finanze britannico George Osborne ha dichiarato: “Il salario minimo permette di trovare un compromesso chiave: proteggere i dipendenti che hanno uno stipendio basso e assicurarsi che trovino un lavoro”.

Ma alcuni economisti giudicano le retribuzioni minime non del tutto efficaci. “Senza il salario minimo, il datore di lavoro paga i suoi dipendenti in base al loro livello di produttività. Invece, grazie al salario minimo, anche lavoratori scarsamente qualificati, che hanno una bassa produttività, possono essere pagati di più. Ciò rende la loro assunzione non conveniente per le imprese ed esclude questi lavoratori dal mercato occupazionale”, spiega a Le Monde Eric Heyer, dell’Observatoire français des conjonctures économiques. Heyer aggiunge però che i costi per le aziende potrebbero essere alla fine compensati. “Se aumenta il salario minimo aumenterà anche il potere d’acquisto dei dipendenti, che consumeranno di più e così faranno crescere anche il fatturato delle aziende”.

 

Una retribuzione minima europea? Anche se la creazione di un salario minimo condiviso da tutte le imprese in Europa sembra ancora lontana, nel testo del 2012 della Commissione europea si legge: “Deve essere possibile poter adeguare in misura sufficiente i minimi salariali, con il coinvolgimento delle parti sociali, per rispecchiare gli sviluppi economici globali. In tale contesto salari minimi differenziati, già d’applicazione in diversi stati me mbri, possono essere un mezzo efficace per sostenere la domanda di manodopera”.

Informazione via internazionale


Ultime da Politica
Il Parlamento greco ha approvato il primo pacchetto di misure imposte dall┤UE
Approvato al senato il maxiemendamento sulla riforma della scuola
Il senato approva il ddl che introduce il reato di omicidio stradale
Domenica 31 Maggio si voterÓ in 7 regioni
I rapporti tra Vaticano e Palestina
La buona scuola in un video
La Commissione Europea e la sfida della nuova Agenda Europea sull┤Immigrazione.
La Camera ha approvato la nuova legge elettorale: arriva l┤Italicum
Salta la candidatura di Nino Di Matteo alla Procura nazionale
Ue, no all┤intesa Ungheria-Russia sul nucleare

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter
Inclusione Finanziaria
ParitÓ di trattamento tra pari
Carlos Trias
Vuoi un blog tutto tuo ed essere letto in tutte l'universitÓ?
Scoprilo qui
LIBRI
Da zero a uno: I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro
Ginella Tabacco, Poterti parlare ancora
Alfredo Corchado, Mezzanotte in Messico
Arthur Miller, "L┤equazione dell┤anima"
Gino Strada e Roberto Satolli, "Zona Rossa"
Piero Angela, "Tredici miliardi di anni"
TESI E DISSERTAZIONI
Note Legali | Politica sulla Privacy | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Conttatare | Prezzi Annuncio | RSS RSS