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Dal 2015 la spesa crescerÓ al tasso del 6%-8%,

Settore Oil & Gas: Mediobanca punta su Tenaris


Secondo Siemens, la spesa nel settore Oil & Gas tornerÓ a crescere nel 2016, dopo il calo di quest┤anno e la fase di stagnazione del prossimo. Tenaris e Saipem le imprese interessate dalla crescita.
Redazione 30 Settembre 2014 Condividi
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Buone nuove per il settore Oil & Gas. Secondo quanto riferito da Siemens, fornitore di prodotti, sistemi e soluzioni innovative per l┤intero processo a valore aggiunto del business Oil & Gas, la spesa nel settore tornerà a crescere nel 2016, dopo il calo di quest┤anno e la fase di stagnazione del prossimo. Nel dettaglio, il calo della spesa di quest┤anno è in linea con i regimi più rigorosi adottati da molte compagnie petrolifere internazionali, mentre l┤incremento del costo marginale della produzione ha contribuito a ridurre gli utili, con i prezzi del petrolio che sono rimasti stabili.
 
Dal 2015 in poi la spesa crescerà al tasso del 6%-8%, un livello che probabilmente terrà alto il ritmo delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A). "A nostro avviso le indicazioni fornite da Siemens sono molto importanti, in quanto si scontrano con le recenti previsioni di diversi broker che stanno chiedendo un taglio prolungato degli investimenti, penalizzando pesantemente i fornitori di servizi petroliferi", hanno spiegato gli esperti di Mediobanca, ricordando che lo stesso appello lanciato un anno fa si è poi rivelato sbagliato, seguito da un flusso costante di progetti profittevoli nei primi sei mesi di quest┤anno. 
 
Per la banca d┤affari le società petrolifere non taglieranno gli investimenti, ma piuttosto adotteranno una disciplina più rigida e focalizzeranno le proprie risorse su progetti selezionati, coerentemente con il feedback arrivato da diverse aziende che hanno confermato un┤attività commerciale abbastanza robusta. 
 
In questo scenario, dunque, il settore oil service ha un profilo rischio/rendimento interessante, considerando anche gli attuali multipli a cui scambia con uno sconto di circa il 20% sui livelli storici (enterprise value/vendite 2015 e 2016 pari, rispettivamente, a 1 e a 0,9 volte, contro una media storica degli ultimi 20 anni di 1,3 volte; enterprise value/ebitda di 6,3 e 5,5 volte, a fronte di una media storica di 8,3 volte; prezzo/utile di 14,6 e 11,5 volte, rispetto a una media storica di 17 volte).
 
Tra i nomi italiani, la preferita di Mediobanca rimane Tenaris (+0,39% a 17,80 euro stamani in borsa), sulla base dei benefici attesi dal forte aumento dei prezzi dopo l┤approvazione dei dazi antidumping negli Stati Uniti e la riforma energetica in Messico e Argentina. Il titolo è scambiato a 7,9 e 7 volte l┤enterprise value/ebitda 2015-2016 e a 15,3-14 volte il prezzo/utile.
 
Per quanto riguarda Saipem (+0,68% a 16,19 euro), invece, gli esperti hanno osservato che l┤azione da inizio anno ha messo a segno una delle migliori performance del settore, con la società che ha ricevuto nuovi ordini per 13 miliardi di euro e registrato buoni margini, superiori del 30% rispetto al target dell┤intero esercizio. "Questo dà spazio per sostenere il trend nei prossimi due anni e portare avanti il processo di ristrutturazione ancora in corso. Tuttavia, riconosciamo che c┤è un problema di debito, ma il nostro punto di vista è che il flusso di cassa previsto per i prossimi tre anni dovrebbe essere consistente e tale da permettere di tagliare l┤indebitamento dagli attuali 5 miliardi a 2 miliardi di euro entro il 2017", hanno stimato gli analisti di Mediobanca.
 
Quanto alla strategia di uscita di Eni dalla controllata, la banca d┤affari non ha escluso la possibilità di un aumento di capitale per diluire la partecipazione del Cane a sei Zampe e/o di un collocamento di azioni Saipem. Una soluzione potrebbe essere rappresentata anche da un aumento di capitale riservato con l┤ingresso di un fondo sovrano. Il titolo Saipem è scambiato a 6,8 e 5,4 volte, rispettivamente, l┤enterprise value/ebitda e a 13,2 e 19,3 volte il prezzo/utile.

(Milanofinanza.it)

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