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INTERVISTE

Salvo Di Grazia parla di divulgazione scientifica e bufale


L┤intervista riguarda le numerose bufale in ambito medico che si diffondono attraverso il web. Qual Ŕ la posizione in merito e il ruolo che devono assumere i divulgatori scientifici?
Redazione 17 Febbraio 2015 Condividi
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fonte: storiediscienza.it

Salvo di Grazia è un medico chirurgo, specializzato in ginecologia. Divulgatore scientifico, gestisce il blog di informazione medica MedBunker. Specialista nello smascheramento di bufale, è autore del libro Salute e bugie, oltre a collaborare con "Il Fatto Quotidiano" e "Le Scienze".


Vorremmo iniziare con una domanda diretta: a volte è difficile rapportarsi con interlocutori che hanno avuto un bagaglio formativo diverso. Non basta spiegare come da una cattedra universitaria per stimolare il pubblico (né serve con chi ha già deciso a cosa credere).

Lo stesso Piero Angela parlava dell’importanza del saper essere semplici e accattivanti.
Come pensi sia da questo punto di vista l’attuale divulgazione scientifica?

Non posso che essere d’accordo con Piero Angela ed un po’ ho fatto mio il suo consiglio. Una lezione può essere noiosa, lunga, pesante, ma se vogliamo diffondere la scienza anche a chi non la deve studiare non possiamo limitarci ad un elenco di reazioni chimiche o complessi meccanismi di fisiologia, di quelli ne parliamo nella aule. Tra la gente bisogna parlare del fascino della ricerca, della scoperta. In Italia c’è questo limite. Chi si occupa di scienza spesso non riesce ad arrivare al profano proprio perché non conosce il suo linguaggio, basti pensare che tra gli scienziati c’è chi è molto diffidente nei confronti di mezzi come internet o i social network e questo spiega perché a volte la distanza tra scienza e “consumatori” di notizie scientifiche è tantissima. Questo naturalmente è un problema, regala spazio alla falsa scienza che per definizione esagera, usa termini semplici ed affascinanti, si fa il gioco dei falsi scienziati e delle notizie senza fondamento. Chi fa scienza deve stare anche su internet perché chi la scienza la usa anche per i gesti più semplici (telefonare, curarsi, muoversi) è su internet. 

La popolazione ha il diritto di essere informata, ma non può essere biasimata per non aver affrontato 5 anni di scienze biologiche o 6 di medicina & chirurgia. Concordi?

Naturalmente sì e per questo credo che il primo obiettivo sia quello di informare correttamente, senza inseguire per forza il successo o il pubblico numeroso o un seguito importante. Si informa per il piacere di farlo e trasmettere le proprie conoscenze, oltre che gesto bellissimo, è un dovere per chi si occupa di scienza. Il pubblico oggi è inondato da informazioni, troppe, spesso di cattiva qualità, chi dovrebbe avere quindi il dovere di cercare di correggere le false conoscenze? Se chi non ha i mezzi non può essere consapevole delle cose, chi dovrebbe informarlo se non gli “addetti ai lavori”? Facciamolo.

Spesso chi crede nella pseudoscienza o nei complotti prende per vera qualunque cosa vada contro le istituzioni ufficiali. Esemplare è il caso del “terribile veleno” DHMO, ma da noi ha fatto scalpore recentemente la bufala del Muos, architettata ad arte dalla redazione di Tagli.me. Tu hai mai avuto l’idea di inventare una bufala, magari innocua come quella del DHMO, e vedere di nascosto l’effetto che fa?

Sì, lo ammetto, era anche ben progettata. Poi ho riflettuto ed ho rinunciato. Mi occupo di medicina e salute e “giocare” (anche se a fini educativi) su malattie o problemi fisici non lo ritengo corretto, per questo ho accantonato l’idea. Però qualcosa di simile l’ho fatta. In decine di giornali uscì qualche anno fa la notizia che il “metodo Di Bella” (la falsa cura anticancro che spopolava negli anni ´90) fosse stato applaudito al congresso mondiale di oncologia in Cina, i quotidiani italiani ne parlavano come di una grande notizia. A nulla valevano le mie spiegazioni sul fatto che quei congressi non hanno nessun valore scientifico, basta pagare (e lo può fare chiunque) e ti invitano a presentare qualsiasi cosa, anche una sciocchezza. Visto che nessuno poteva crederci ho inventato un personaggio (il prof. Massimo Della Serietà) ed ho realizzato due finti studi, uno sul “cetriolo della salute", frutto magico che cura tutte le malattie ed uno sul “metodo Sbudella”, una cura miracolosa basata sulla ricetta della pasta alla carbonara. I “responsabili” del congresso mondiale di oncologia mi hanno invitato con entusiasmo e mi hanno “nominato” moderatore di una sessione del congresso, però, stranezza, nessuno di quei giornali che parlò di Di Bella invitato in Cina, parlò del prof. Della Serietà che ricevette un invito ben più prestigioso. Uno scherzo divertente e forse educativo.

Un’ultima domanda. Quanto è stata importante per te la figura di Ben Goldacre? Quanto ancora potremmo imparare da un uomo come lui, ma anche da altri famosi protagonisti, come Stephen Barrett o John Ioannidis?

Quando iniziai a “frequentare” il web cercavo proprio qualcuno che da professionista spiegasse i trucchi e le mancanze delle cosiddette medicine alternative, lui non fu il primo che conobbi, ricordo benissimo di aver perso ore per consultare l’enorme banca dati di Stephen Barrett, una fonte inesauribile di notizie che ormai è poco aggiornata vista anche l’età di Barrett. Poi fu la volta di Goldacre e fu una rivelazione. Vedere un medico che con fare disinvolto, molta ironia e linguaggio semplice, parlava di omeopatia ed agopuntura, mi cambiò la visione delle cose. Fu in quel momento che capii come poteva essere affascinante fare divulgazione, diventare un mezzo per comunicare con gli altri, come si poteva parlare di medicina senza essere noiosi e lugubri. Oggi Goldacre è un vero e proprio divo in Gran Bretagna e se lo merita. Lui e gli altri divulgatori che citi sono un esempio, i suoi video sono una palestra e soprattutto insegnano che prendere posizione, anche se può essere impopolare, paga sempre, ti rende vivo e soprattutto dimostra che non insegui ciò che conviene ma ciò che è corretto, lui e chi si impegna nella divulgazione non possono che essere esempi per chi vuole intraprendere questa strada, ricordandosi proprio di non essere a tutti i costi “conservatori” ma di cercare la verità, qualunque essa sia, anche la più scomoda e rivoluzionaria.

(italiaxlascienza.it)


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