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EDUCAZIONE

Poppy, il robot umanoide che innoverÓ la scuola


Un team di ingegneri francesi ha sviluppato il primo robot costruito da parti create grazie alla stampa 3D e programmato con software open source. I suoi creatori vogliono che l┤umanoide possa essere assemblato anche a casa e in classe.
Redazione 3 Novembre 2014 Condividi
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fonte: 3ders
è stato creato Poppy, il primo robot umanoide completamente open-source stampato in 3D. Il robot è stato messo a punto in Francia dai ricercatori del Flower Lab dell´INRIA, che creano modelli informatici e robotici per far comprendere i processi di sviluppo negli esseri umani. Il dottor Pierre-Yves Oudeyer, destinatario di un finanziamento di avviamento CER per l´informatica, spiega: "L´analisi dei benefici della stampa in 3D e delle possibili sinergie con l´informatica nelle scuole è ancora quasi agli albori. La nostra piattaforma Poppy ci consente ora di offrire agli istituti scolastici e agli insegnanti un modo per stimolare la creatività degli studenti nello studio di settori come la meccanica, l´informatica, l´elettronica e la stampa in 3D."

Costruire il proprio robot
Poppy viene creato grazie a una stampa in 3D, mentre i suoi movimenti vengono controllat da un software gratuito. Chiunque, quindi, può creare e programmare il robot in maniera semplice e rapida. Il dottor Oudeyer ha inoltre precisato: "L´hardware e il software di Poppy sono open space. Non esiste un unico robot umanoide, ma tanti quanti saranno i suoi utilizzatori. Quel che rende così interessante questo proposito è proprio il fatto che segna il passaggio da un semplice strumento tecnologico a una reale piattaforma sociale.
 
Poppy ora è compatibile anche con la piattaforma Arduino, che gli permette di interagire con altri strumenti elettronici, tra cui luci, sensori e strumenti musicali.
 
Fai da te nelle scuole
Il dottor Oudeyer prevede di estendere l´uso di questa tecnologia al di là dei laboratori di ricerca, in particolare al settore dell´istruzione. Commentando l´iniziativa di Poppy, la Commissaria UE per la Ricerca, l´innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn ha dichiarato: "È un´idea eccezionale che trae origine da un progetto del CER: una piattaforma a basso costo in grado di contribuire a rendere più interattiva e stimolante l´esperienza didattica, consentendo agli studenti di creare un nesso con il mondo della ricerca e della progettazione."
 
La piattaforma Poppy ha preso forma grazie al progetto "Explorers", cofinanziato dal CER, in cui il dottor Oudeyer studia i meccanismi di apprendimento e sviluppo con l´uso di robot. "Siamo partiti dall´ipotesi che l´organismo sia una variabile fondamentale nell´acquisizione di competenze motorie e sociali nell´uomo. Per studiare questa teoria abbiamo dovuto creare una piattaforma che consentisse una sperimentazione rapida di nuove morfologie di robot. Così è nata la piattaforma Poppy."
 
Grazie ai fondi del CER il dottor Oudeyer è stato in grado di sviluppare abilità di risoluzione di problemi e di pensiero critico nei robot e auspica che, grazie alle attività di codifica e di progettazione, gli studenti di informatica saranno in grado di acquisire conoscenze usando Poppy per poi trovare, eventualmente, un lavoro nel settore della robotica. Il progetto "Explorers", dal valore di 1,5 milioni di euro, si conclude nel 2015.
 
Giochi senza frontiere
Poppy consentirà inoltre agli utenti di condividere le loro idee e risultati in modo estremamente aperto e collaborativo attraverso una piattaforma web dedicata, connettendo persone al di là delle frontiere della scuola, dell´arte, della scienza e dell´industria. Il team del dottor Oudeyer ha già utilizzato Poppy in altri ambiti, compreso il settore artistico. Nel quadro di "Êtres et numériques", un programma per artisti che soggiornano presso istituzioni educative, il gruppo di ricercatori ha collaborato con un ballerino e un artista figurativo per studiare le emozioni e le percezioni legate al linguaggio del corpo e ai movimenti grazie all´uso del robot (per maggiori informazioni cliccare qui). I ricercatori prevedono di estendere questi esperimenti ad altre rappresentazioni artistiche.

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