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DIBATTITI

PerchÚ l┤Isis distrugge il patrimonio culturale iracheno?

LIsis in azione a Hatra (askanews.it)

Le notizie delle ultimissime ore portano l┤attenzione sul grave attentato al Museo del Bardo di Tunisi: una nuova sfida ai nemici dell┤Isis, che in questi ultimi mesi hanno attaccato i siti archeologici di Hatra, Ninive e il museo di Mosul.
Alberto Frisan 20 Marzo 2015 Condividi
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 Secondo il diritto internazionale Ŕ giusto attaccare l┤Isis?

Isis continua a colpire obbiettivi occidentali. L´ultimo attentato, rivendicato immediatamente dal gruppo terrorista guidato da Abu Bakr al-Baghdadi, è avvenuto ieri al Museo del Bardo di Tunisi. Il bilancio delle vittime è molto alto: le cifre parlano di una cinquantina di feriti e 23 morti, dei quali 18 turisti stranieri e cinque cittadini tunisini. Sarebbero almeno quattro gli italiani rimasti uccisi nell´attacco al museo, secondo i dati in possesso della Farnesina, mentre altri cinque sono feriti ma non in condizioni gravi.

La ricostruzione delle autorità tunisine parla di un primo tentativo di penetrare nel Parlamento, situato a poca distanza dal Museo del Bardo, da parte di almeno tre miliziani armati. Fallita l´irruzione, gli attentatori si sarebbero rifugiati nel museo, iniziando a sparare sui turisti europei. Secondo alcuni, potrebbe esserci una motivazione politica alla base dell´attentato, riconducibile al cambio di esecutivo in Tunisia: le elezioni di ottobre e novembre, infatti, hanno sancito la sconfitta alle urne del partito islamico Ennhada, sostituito al governo dal partito laico Nidaa Tounes.

In ogni caso, questo attentato è solo l´ultimo gesto di sfida lanciato dall´Isis o ad esso riconducibile. Dopo i video degli ostaggi giustiziati e le azioni di guerra in Iraq e Siria, le attenzioni dello Stato Islamico si sono rivolte anche contro il patrimonio storico-artistico delle zone al momento occupate. Dalla fine di febbraio miliziani dell´Isis hanno distrutto completamente il Museo archeologico di Mosul e raso al suolo gli antichissimi siti archeologici di Ninive e Hatra.

Se la logica di un attentato come quello di Tunisi può essere facilmente intuibile, le motivazioni dietro la distruzione dei siti mesopotamici sembrano essere più complesse della semplice furia iconoclasta. D´altronde non è la prima volta che siti archeologici di fama mondiale vengono abbattuti in zone di guerra: basti pensare ai Buddha di Bamiyan, risalenti al III secolo d.C., distrutte in Afghanistan dall´esercito talebano.

Secondo Francesca Maria Corrao, docente di Studi Mediterranei alla LUISS di Roma: "Tutto questo ha una doppia finalità: dare un ennesimo segnale di forza ai miliziani di Isis e lanciare l’ultima sfida all’Occidente”. Nell´intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Corrao sottolinea altri fattori importanti che si celano dietro la facciata del fanatismo religioso di matrice wahhabita, corrente che predica la distruzione di ogni raffigurazione di divinità. Tra questi fattori particolare rilievo ha il mercato nero degli oggetti trafugati in musei e siti archeologici, che va ad aumentare gli introiti con cui l´Isis finanzia il proprio progetto politico.

Il video diffuso dall´Isis sulla distuzione del museo di Mosul:





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