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Parola di Nobel: le finanze contribuiscono ad una societÓ pi¨ giusta?


Paradossalmente, quest┤anno condiviscono Nobel tre popolari economisti dagli Stati Uniti (Fama, Hansen e Shiller), che difendono tesi diverse su come impostare i prezi degli attivi finanziari.
Inclusione Finanziaria 24 Ottobre 2013 Condividi
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 Da un lato, Fama (fedele rappresentante della Scuola di Chicago) pontifica la razionalità dei mercati e, quindi, sostiene che le decisione di investimento, osservate nel suo insieme, in quanto elenca alcune eccezioni, portano ad una efficace allocazione delle risorse nell┤economia reale. All┤altra estremità, Shiller sostiene l┤imperfezione dei mercati basati sulla irrazionalità degli investitori e la flagrante disparità nell┤accesso alle informazioni.

Non ci deve sfuggire l┤importanza e il significato di entrambe le posizioni: mentre nel primo caso difficilmente si supporta una maggiore regolamentazione dei mercati e delle istituzioni finanziarie per renderli più trasparenti e accessibili; il secondo impegna per democratizzare la finanza, intesa questa per facilitare le istituzioni finanziarie più inclusive, proteggendo i rischi che incidono direttamente e coinvolgendoli nel prendere decisioni informate.

Il corollario di questa seconda tesi ci porta inesorabilmente verso l┤educazione finanziaria, intesa come il processo attraverso il quale i consumatori migliorano la comprensione dei prodotti finanziari e ottengono una maggiore comprensione dei rischi finanziari e le opportunità di mercato.

L┤educazione finanziaria, quindi, può e deve essere un veicolo per ripristinare la fiducia nel sistema finanziario (sono calcolati 4.000 esperienze alternative monetarie a corso legale, ma nulla suggerisce che, al di là di complementare in modo modesto il sistema attuale, queste può essere sostituito). Allora è meglio diventare un attore qualificato per partecipare consapevolmente. Questo significa che tutti noi dovremmo aspirare ad essere insegnanti in economia? Non lo consiglio a tutti, ma dobbiamo essere in grado di comunicare con molti diversi fornitori di prodotti finanziari.

Così, mentre siamo seduti nella nostra filiale di banca si richiedono almeno due questioni: in primo luogo, una netta separazione tra la funzione e il consulente commerciale (consulente che deve essere privo di conflitti di interesse, vale a dire percepire alcun incentivo collegato a un eventuale vendita del prodotto); in secondo luogo, la domanda di prodotti che si adattano agli interessi dei consumatori: da allora regolato per il loro desiderio di esposizione al rischio, ma ora anche la volontà degli investitori o depositante per quanto riguarda l┤applicazione dei vostri risparmi: Dove va il mio denaro?

Per rispondere a questa domanda, sarà necessario di fare emergere i prodotti più trasparenti, completamente tracciabili. E per il caso dei consumatori consapevoli sulla sostenibilità, deve essere fornita una quantità sufficiente di prodotti finanziari socialmente responsabili, ossia quelle decisioni di investimento a criteri di responsabilità sociale applicata, escludendo alcune partecipazioni (in armi, industrie inquinanti, ecc.) e selezionando quelli con le migliori performance (in termini di sociale, ambientale e di governance). La grande sfida di investimenti socialmente responsabili (SRI) è quello di influenzare le future strategie di business e di allineare i valori degli investitori con quelli oggetto di investimento.

Vi incoraggio, da questa tribuna, a sostenere i nostri sforzi.
 
Carlos Trias dipinto
Consigliere europeo CESE e Direttore del ASGECO

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