Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alcuni di questi cookie sono utilizzati per realizzare le analisi delle viste, altri a gestire la pubblicità e altri ancora sono necessari per il corretto funzionamento del sito. Se si continua a navigare o si fa clic su "accettare", considereremo come accettato il loro utilizzo. È possibile ottenere ulteriori informazioni, o sapere come modificare le impostazioni, in Politica sui cookie?
Versión Española Versión Mexicana Ibercampus English Version Version fran├žaise Versione italiana

23/4/2019  
      in Ibercampus in  | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Contatti | Tariffe | Iscriversi | RSS RSS
Politica
Politiche di inclusione
Ricerca e sviluppo
Capitale umano
Economia
Cultura
Ambiente
Salute
SocietÓ
Sport
Dibattiti
Interviste
Educazione
Borse di studio
Lavoro e Formazione
America Latina
Tendenze
Le aziende ed i CSR
UniversitÓ
Chiamate
 Empresas y RSC
A2A
ANSALDO STS
ASSICURAZIONI GENERALI
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
BANCA POPOLARE DI MILANO
BANCO POPOLARE SOCIET└ COOPERATIVA
BULGARI
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
DIASORIN
ENEL S.P.A.
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
FONDIARIA-SAI
GTECH
IMPREGILO
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
PARMALAT
PIRELLI & C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SNAM RETE GAS
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA - RETE ELETTRICA NAZIONALE
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
 Universidades























POLITICA
Le intercettazioni su youtube

Nel mirino Recep Tayyip Erdogan


In Turchia l┤opposizione chiede le dimissioni del primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, dopo che il 24 febbraio sono state diffuse delle intercettazioni su Youtube nelle quali il primo ministro parla con suo figlio di una somma di denaro da nascondere.
Redazione 25 Febbraio 2014 Condividi
Comparte esta noticia en TwitterComparte esta noticia en FacebookComparte esta noticia en TwitterAñadir a del.icio.usAñadir a YahooRSS
L’autenticità della telefonata non è confermata, ma potrebbe provare il coinvolgimento di Recep Tayyip Erdoğan negli scandali di corruzione scoppiati negli ultimi mesi, che hanno coinvolto anche l’entourage del primo ministro.Nella telefonata il presunto Erdoğan chiede al figlio Bilal di riunire gli altri membri della famiglia e “far sparire diversi milioni di euro e di dollari nascosti a casa di parenti”.

Erdoğan ha dichiarato che la telefonata è falsa e che i responsabili della diffusione di quel materiale saranno puniti. “Quello che è stato fatto è un vile e sleale attacco al primo ministro della Turchia. E non resterà impunito”, ha detto il premier turco al parlamento il 25 febbraio.La pubblicazione dell’intercettazione su Youtube è avvenuta solo qualche ora dopo la pubblicazione di due inchieste simili, ma indipendenti, pubblicate il 24 febbraio da due giornali turchi vicini al governo: lo Star e Yeni Şafak.

Secondo le due inchieste, alcuni magistrati vicini a Fethullah Gulen, uno studioso islamico, ex alleato di Erdoğan che vive in esilio volontario negli Stati Uniti e che ha ispirato il movimento islamico molto potente, avrebbero messo in piedi un vasto programma d’intercettazioni con cui avrebbero controllato migliaia di persone, tra cui diversi dirigenti del Partito per la giustizia e per lo sviluppo (Akp) e lo stesso premier.

Una lunga crisi politica. Questa vicenda è solo l’ultima tappa di una lunga serie di scandali che hanno colpito il primo ministro e il suo partito l’Akp, in una situazione politica sempre più polarizzata in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il 2 agosto del 2014.

A dicembre del 2013 la cerchia di Erdoğan è stata coinvolta in una grossa inchiesta per corruzione, il 17 dicembre l’indagine aveva portato all’arresto di 52 persone, tra cui anche i figli di tre ministri (che poi hanno dato le dimissioni). Subito dopo, il premier turco aveva accusato la polizia e la magistratura turca di condurre “una sporca operazione” per danneggiare il governo e colpire il Partito della giustizia e dello sviluppo. In risposta all’indagine il governo aveva rimosso dal loro incarico numerosi agenti e dirigenti di polizia e i prefetti di 16 città. Si occupavano di reati finanziari, contrabbando e crimine organizzato e molti di loro sono stati riassegnati a compiti minori.

Sono sempre di più quelli che credono che gli arresti e le conseguenti epurazioni riflettano una lotta interna all’Akp tra i sostenitori di Erdoğan e quelli di Fethullah Gülen. Gülen può contare sull’appoggio di milioni di persone nel mondo e sembra abbia una grande influenza sull’apparato burocratico, le forze dell’ordine e le istituzioni giudiziarie in Turchia. Per anni il suo movimento ha sostenuto Erdoğan e lo ha aiutato a vincere tre elezioni, ma nell’ultimo periodo gli ex alleati si sono allontanati.

L’Unione europea ha chiesto al governo turno di non interferire nelle indagini sulla corruzione, mentre la Turchia e l’Unione europea sono in una fase di negoziato per l’entrata di Ankara nell’Unione. In estate i turchi dovranno scegliere il loro nuovo presidente, per la prima volta con l’elezione diretta del capo dello stato. Erdoğan, primo ministro da undici anni, si è proposto come candidato ma gli scandali recenti potrebbero costringerlo a rinunciare.

Il bavaglio alla rete. Il 6 febbraio il parlamento turco ha approvato una legge che intensifica il controllo sui siti internet. La norma è stata criticata dall’opposizione, che accusa il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan di voler limitare la libertà d’espressione e la libertà d’informazione.

La riforma permette a un’agenzia governativa per le telecomunicazioni, la Tib, di bloccare l’accesso ad alcuni siti senza aver bisogno dell’autorizzazione di un tribunale. L’agenzia può agire se i siti violano la privacy oppure ospitano contenuti considerati “offensivi”.

La legge obbliga anche di tenere traccia dei dati di navigazione degli utenti e di consegnarli alle autorità senza avvisare gli interessati. Attualmente in Turchia, secondo una norma approvata nel 2007, l’accesso a siti come WordPress, DailyMotion e Vimeo è bloccato.

Il premier Erdoğan ha più volte criticato il web: ha definito Twitter “un cancro” e i social network “la peggior minaccia per la società”.La Turchia si trova al 154° posto su 179 nella classifica mondiale sulla libertà di stampa 2013 di Reporters senza frontiere.

Informazione via Internazionale


Ultime da Politica
Il Parlamento greco ha approvato il primo pacchetto di misure imposte dall┤UE
Approvato al senato il maxiemendamento sulla riforma della scuola
Il senato approva il ddl che introduce il reato di omicidio stradale
Domenica 31 Maggio si voterÓ in 7 regioni
I rapporti tra Vaticano e Palestina
La buona scuola in un video
La Commissione Europea e la sfida della nuova Agenda Europea sull┤Immigrazione.
La Camera ha approvato la nuova legge elettorale: arriva l┤Italicum
Salta la candidatura di Nino Di Matteo alla Procura nazionale
Ue, no all┤intesa Ungheria-Russia sul nucleare

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter
Inclusione Finanziaria
ParitÓ di trattamento tra pari
Carlos Trias
Vuoi un blog tutto tuo ed essere letto in tutte l'universitÓ?
Scoprilo qui
LIBRI
Da zero a uno: I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro
Ginella Tabacco, Poterti parlare ancora
Alfredo Corchado, Mezzanotte in Messico
Arthur Miller, "L┤equazione dell┤anima"
Gino Strada e Roberto Satolli, "Zona Rossa"
Piero Angela, "Tredici miliardi di anni"
TESI E DISSERTAZIONI
Note Legali | Politica sulla Privacy | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Conttatare | Prezzi Annuncio | RSS RSS