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CULTURA
Ricerca dell´University of Colorado

L´uomo di Neanderthal non era così arretrato


Il cervello dell´ominide era più grande di quello dell´Homo Sapiens. E la sua inferiorità, per anni data per certa, non è così scontata.
Redazione 22 Gennaio 2015 Condividi
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Fonte: Focus
La credenza comune, anche in ambito scientifico, ha sempre dipinto l´uomo di Neanderthal come il parente sottodotato dell´Homo Sapiens. Le caratteristiche morfologiche, ricostruite con i resti fossili, hanno fatto pensare a una forma di vita meno sviluppata, un ominide a cui spettava un ruolo simile all´anello di congiunzione tra la scimmia e il genere umano come lo conosciamo.

In realtà i Neanderthal erano abili cacciatori, sapevano usare degli strumenti e avevano una forma di cultura. La ricerca di due archeologi dell´University of Colorado, Paola Villa e Wil Roebroeks, e pubblicata sulla rivista scientifica open access PlosOne, ha analizzato tutti gli aspetti per cui l’uomo moderno sarebbe stato superiore a quello di Neanderthal, dalla capacità di innovazione alle abilità linguistiche, dalla possibilità di sfruttare un maggior spettro di risorse alla pianificazione della vita della tribù.

E le sorprese non finiscono qui: a ben guardare il loro cranio, si desume che il cervello dell´ominide era più grande di quello dell´Homo Sapiens e che alcuni di noi potrebbero essere discendenti dei Neanderthal. L´1-2% del Dna degli esseri umani moderni originari di Europa o Asia arriva proprio da questa specie, mischiatasi con l´Homo Sapiens prima di soccombere alle leggi della selezione naturale.


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