Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alcuni di questi cookie sono utilizzati per realizzare le analisi delle viste, altri a gestire la pubblicità e altri ancora sono necessari per il corretto funzionamento del sito. Se si continua a navigare o si fa clic su "accettare", considereremo come accettato il loro utilizzo. È possibile ottenere ulteriori informazioni, o sapere come modificare le impostazioni, in Politica sui cookie?
Versión Española Versión Mexicana Ibercampus English Version Version fran├žaise Versione italiana

9/8/2020  
      in Ibercampus in  | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Contatti | Tariffe | Iscriversi | RSS RSS
Politica
Politiche di inclusione
Ricerca e sviluppo
Capitale umano
Economia
Cultura
Ambiente
Salute
SocietÓ
Sport
Dibattiti
Interviste
Educazione
Borse di studio
Lavoro e Formazione
America Latina
Tendenze
Le aziende ed i CSR
UniversitÓ
Chiamate
 Empresas y RSC
A2A
ANSALDO STS
ASSICURAZIONI GENERALI
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
BANCA POPOLARE DI MILANO
BANCO POPOLARE SOCIET└ COOPERATIVA
BULGARI
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
DIASORIN
ENEL S.P.A.
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
FONDIARIA-SAI
GTECH
IMPREGILO
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
PARMALAT
PIRELLI & C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SNAM RETE GAS
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA - RETE ELETTRICA NAZIONALE
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
 Universidades























ECONOMIA
Errori di calcolo

Le previsioni sbagliate di Davos


Il Wold Economic Forum ogni anno riunisce i migliori esperti di economia del mondo. Ma i risultati non sempre sono all┤altezza.
Redazione 22 Gennaio 2015 Condividi
Comparte esta noticia en TwitterComparte esta noticia en FacebookComparte esta noticia en TwitterAñadir a del.icio.usAñadir a YahooRSS
WorldEconomicForum
La fretta, si sa, è cattiva consigliera. Ancora di più se accompagnata dall´ansia di prestazione dovuta alla platea verso la quale ci si rivolge. E così capita che anche gli economisti più affermati si lascino prendere la mano, lanciandosi in previsioni che spesso vengono smentite dai fatti. D´altra parte il palcoscenico del forum di Davos, con i suoi 2.500 ospiti e gli oltre 40 capi di Stato, è uno di quelli che hanno sempre i riflettori puntanti.

E così sono passate alla storie le parole di Bader Al Sàad, numero uno della Kuwait Investment Authority che nel gennaio 2008, in piena crisi subprime, defini "una grande opportunità di investimento il settore finanziario americano": a settembre dello stesso anno fallì Lehman Brothers, mentre l´indice settoriale del Dow Jones non ha ancora recuperato il livello dell´epoca. Allo stesso modo i tre miliardi di utenti internet stanno ancora aspettando che Bill Gates elimini lo spam dalle email: "Lo faremo in due anni", promise nel 2004.

Ma per ricorrere in previsioni tanto errate non è necessario scavare nella notte dei tempi. Basta riaprire gli archivi dello scorso anno: l´Agenzia internazionale dell´energia aveva previsto per il petrolio un aumento della domanda pari a 1,3 milioni di barili al giorno. Una stima condivisa dagli addetti ai lavori secondo i quali il prezzo sarebbe rimasto "stabile, come negli ultimi cinque anni". Dall´ultimo forum di Davos il prezzo del greggio è calato del 45% e l´Aie ha tagliato più volte le sue stime sulla domanda del petrolio: nell´ultima versione dovrebbe aumentare di 700mila barile al giorno, la metà di quanto calcolato un anno fa.

Non è andata meglio al governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, che lo scorso anno, dodici mesi dopo il via all´Abenomics, il nuovo corso di politica monetaria lanciato dal premier Shinzo Abe, dichiarò che la situazione nel suo Paese era "completamente cambiata". Tra un Davos e l´altro, il Giappone è tornato in recessione, il premier si è dimesso indicendo elezioni anticipate che ha poi vinto: adesso ha promesso investimenti per miliardi di dollari, ma il Paese è fermo da anni.

Nel mirino dei commentatori di Davos, poi, c´è sempre la Grecia: nel 2012 Nouriel Roubini, che prima di tutti immaginò la crisi dei subprime, predisse l´uscita dall´euro di Atene entro 12 mesi. Dopo quasi tre anni la Grecia è ancora nella moneta unica, anche se la sua permanenza sembra sempre appesa a un filo. Soprattutto in vista delle elezioni di domenica prossima.

Lo scorso anno il direttore del Fmi, Christine Lagarde, mise in guardia l´Eurozona dal rischio deflazione. Un appello caduto nel vuoto e dopo il passaggio in negativo dell´inflazione, la Bce si prepara a una massiccia iniezione di liquidità sul mercato. Ma d´altra parte non era facile fidarsi dell´avvocato che nel 2011, da ministro dell´Economia francese, dichiarò che l´Eurozona aveva "svoltato" dicendo ai mercati di "non vendere l´Europa". Cosa che puntualmente accadde, con grandi guadagni per gli investitori. L´Eurozona, invece, quattro anno dopo, fatica ancora a ritrovare la via d´uscita a una crisi che pare infinita.

Fonte: Repubblica.it


Ultime da Economia
Kickstarter sarÓ disponibile anche per l┤Italia
Nuove start up per valorizzare il turismo in area adriatica
L┤Unione Europea indaga Amazon per abusi nel mercato editoriale
Italian Master Start up, vince un┤app del Politecnico
Istituita una pagina web nazionale per i finanziamenti alle start up
Edison premia le migliori start up alla all┤Innovation Week
Una start up per catalogare le start up
La ricerca salvaguarda il made in Italy
Il Parma calcio andrÓ all┤asta
Expo, gli eventi della Commissione Europea

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter
Inclusione Finanziaria
ParitÓ di trattamento tra pari
Carlos Trias
Vuoi un blog tutto tuo ed essere letto in tutte l'universitÓ?
Scoprilo qui
LIBRI
Da zero a uno: I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro
Ginella Tabacco, Poterti parlare ancora
Alfredo Corchado, Mezzanotte in Messico
Arthur Miller, "L┤equazione dell┤anima"
Gino Strada e Roberto Satolli, "Zona Rossa"
Piero Angela, "Tredici miliardi di anni"
TESI E DISSERTAZIONI
Note Legali | Politica sulla Privacy | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Conttatare | Prezzi Annuncio | RSS RSS