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POLITICA
Perché viene contestato il piano casa

L´approvazione del piano casa


Il 19 maggio la camera ha approvato la fiducia al governo di Matteo Renzi sul piano casa con 324 voti a favore e 110 contrari. Il voto finale sul provvedimento si terrà il 20 maggio, nel pomeriggio. Il senato ha già approvato il provvedimento il 14 maggio. Il piano caso è stato contestato dai movimenti per la casa perché l´articolo 5 del decreto prevede una stretta sulle occupazioni e nega la residenza agli occupanti.
Redazione 20 Maggio 2014 Condividi
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Ecco cosa prevede il decreto, proposto dal ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi:
  • Il decreto legge prevede lo stanziamento di 1 miliardo e 741 milioni di euro per sostenere affitti concordati, potenziare l’offerta di alloggi popolari e aumentare i fondi per l’edilizia popolare.
  • Il piano stanzia 100 milioni nei prossimi due anni per il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e 226 milioni per il fondo per gli inquilini morosi incolpevoli.
  • Inoltre viene tagliata dal 15 al 10 per cento la cedolare secca per gli affitti concordati per il quadriennio 2014-2017. La cedolare secca è uno strumento pensato per incentivare l’emersione degli affitti in nero, e l’ulteriore abbassamento dovrebbe servire a spingere i proprietari di casa a usare questa formula per ragioni di convenienza.
  • Il decreto prevede una stretta sulle occupazioni: “Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”, dice l’articolo cinque del decreto.
  • Gli occupanti di case non potranno più chiedere la residenza e l’allacciamento alle forniture di acqua, gas ed energia elettrica. Inoltre chi occupa edifici residenziali pubblici sarà cancellato per cinque anni dalle liste per l’assegnazione delle case popolari.

I movimenti per la casa contestano duramente il decreto, in particolare l’articolo cinque. “L’articolo è incostituzionale, perché nega i diritti fondamentali legati alla residenza”, afferma Simona Panzino di Action, un’organizzazione impegnata per il diritto alla casa a Roma.

“Se sin qui siamo alla solita politica degli annunci che avrà quale risultato solo un ulteriore sostegno a costruttori e immobiliaristi e che ha accompagnato da sempre la politica sulla casa in Italia”, hanno scritto su DinamoPress gli avvocati del Forum diritti lavoro commentando. “L’aspetto veramente straordinario del decreto è che sostanzialmente l’unica norma immediatamente operativa nel nostro ordinamento dal 28 marzo è quella prevista all’art. 5 che stabilisce come ‘chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge’”, continuano gli avvocati.

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