Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alcuni di questi cookie sono utilizzati per realizzare le analisi delle viste, altri a gestire la pubblicità e altri ancora sono necessari per il corretto funzionamento del sito. Se si continua a navigare o si fa clic su "accettare", considereremo come accettato il loro utilizzo. È possibile ottenere ulteriori informazioni, o sapere come modificare le impostazioni, in Politica sui cookie?
Versión Española Versión Mexicana Ibercampus English Version Version fran├žaise Versione italiana

25/4/2019  
      in Ibercampus in  | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Contatti | Tariffe | Iscriversi | RSS RSS
Politica
Politiche di inclusione
Ricerca e sviluppo
Capitale umano
Economia
Cultura
Ambiente
Salute
SocietÓ
Sport
Dibattiti
Interviste
Educazione
Borse di studio
Lavoro e Formazione
America Latina
Tendenze
Le aziende ed i CSR
UniversitÓ
Chiamate
 Empresas y RSC
A2A
ANSALDO STS
ASSICURAZIONI GENERALI
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
BANCA POPOLARE DI MILANO
BANCO POPOLARE SOCIET└ COOPERATIVA
BULGARI
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
DIASORIN
ENEL S.P.A.
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
FONDIARIA-SAI
GTECH
IMPREGILO
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
PARMALAT
PIRELLI & C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SNAM RETE GAS
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA - RETE ELETTRICA NAZIONALE
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
 Universidades























SPORT
Geni del f˙tbol

L┤addio di Riquelme

Fonte: Fantafutbol

Amato e controverso, "El Mudo" ha scritto pagine bellissime di calcio tra Europa e Sudamerica.
Riccardo Mariani 18 Febbraio 2015 Condividi
Comparte esta noticia en TwitterComparte esta noticia en FacebookComparte esta noticia en TwitterAñadir a del.icio.usAñadir a YahooRSS
Vale la pena spendere due parole su uno dei più grandi fantasisti della storia Xeneises: El Mudo, o meglio Juan Roman Riquelme, ritiratosi il 23 gennaio. Criticato troppo spesso per l´atteggiamento in campo, tacciato troppo spesso di egoismo e di lentezza, ha sempre pagato a caro prezzo la sua genialità, il suo stile unico, che lo ha reso differente da qualsiasi altro trequartista, che lo ha reso appunto El ultimo diez.

La storia di Roman -nome che porta orgogliosamente sulla maglietta al posto del cognome- è sempre stata problematica, o se preferite semplicemente differente. Tutto è stato detto di Riquelme, ma pochi si sono accorti della pressione che ha sempre dovuto portare sulle sue spalle, a partire dal fatto di essere il numero 10 del Boca Juniors, maglia indossata da una certa personalità piuttosto ingombrante nota ai molti come Diego Armando Maradona. Aleggia attorno a Riquelme un qualcosa di regale, quasi un aura che lo rende speciale agli occhi di tutti, spettatori e addetti ai lavori. Carlos Bianchi, suo storico allenatore al Boca, paragonava il suo tocco di palla ad una scaloppina che viene girata e rigirata in una padella, il cuoio del pallone viene morbidamente accarezzato dal suo sotto suola, quando Riquelme ha la palla tra i piedi il tempo si ferma, tutti trattengono un attimo il fiato sapendo che sta per succedere qualcosa ed ecco che in una frazione di secondo la palla è impegnata in incredibili acrobazie, El Mudo diventa un coreografo che a testa alta caracolla per il campo ad un´andatura che, anche se lontana dall´essere veloce, lo rendo imprendibile in tutta la sua eleganza, come un ballerino di tango argentino.

Per capire appieno il personaggio Riquelme bisogna comprendere le vicende della sua vita. Cosa lo ha reso così unico?  Le origini di Roman sono le stesse del tango. Nasce in Argentina il 24 giugno 1978 a San Fernardo, quartiere della periferia di Buenos Aires, il giorno prima della vittoria dell´Argentina nella Coppa del Mondo del 1978, è il più piccolo di 11 figli. Pelle scura e tratti somatici da indios, cresce nel quartiere popolare di Don Torcuato, banlieu settentrionale della capitale argentina. Qui suo padre Jorge, personaggio alquanto sinistro, costringe il piccolo Roman, dall´età di 10 anni, a giocare a calcio in dei tornei locali per poter piazzare le sue scommesse clandestine.

Riquelme cresce nelle giovanili dell´Argentinos Junior. Gambe lunghe e fisico magro, passo lento e cadenzato, ma visione di gioco superiore a chiunque altro. "Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette" avrebbe detto un noto cantautore italiano, e infatti nel ´96 se lo contendono già i due più grandi club della storia del calcio argentino: Boca e River. L´interesse viene prima mostrato dalla compagine River, causando scompiglio e preoccupazione nella famiglia Riquelme, da sempre fedele agli Xeneizes, ma poi anche il Boca si affaccia alla finestra e la scelta è più scontata che mai. Vengono versati nelle casse dell´Argentinos Junior l´equivalente di 800,000 verdoni statunitensi per il passaggio di Roman nelle file dell´Under 20 del Boca.

Il 10 novembre ´96 arriva già l´esordio con la maglia della prima squadra nella vittoria per 2-0 contro Unión De Santa Fe ed è subito amore. I tifosi impazziscono per questo giovane sfrontato che tiene troppo la palla tra i piedi, che gioca a calcio in maniera completamente anticonvenzionale, che vede geometrie ed angoli sconosciuti al resto dei calciatori. Riquelme non corre, nemmeno cammina, lui scivola sul campo e va con quel pallone, con una capacità di possesso e protezione della palla raramente incontrata sui campi da calcio.

La carriera al Boca procede a gonfie vele. Roman gioca sempre di più, vince la Copa Libertadores e poi la Coppa Intercontinentale (tanti si ricorderanno la doppietta di Martìn Palermo, pochi la grade prestazione de El Mudo) e si guadagna il rispetto e la fiducia dei tifosi, ma soprattutto degli addetti ai lavori, in Argentina come in Europa. Infatti nel novembre 2002 arriva il trasferimento al Barcellona, osteggiato dallo stesso Riquelme, ma doveroso per le economie del Boca Juniors, tristemente tendenti al rosso.

Inizia così forse il periodo più nero della carriera del 10 argentino. Poco prima della partenza per Barcellona il fratello Cristian viene rapito e poi rilasciato dietro pagamento di un riscatto. Riquelme gioca poco, non parte mai titolare e Van Gaal, che lo ritiene un "ingaggio politco" voluto dalla società, lo tratta con indifferenza e lo fa giocare da ala, quindi fuori posizione.

Arriva allora nel 2005 il prestito al Villareal, gli fa compagnia nel viaggio da Barcellona Diego Forlan, un altro mezzo fiasco in maglia blaugrana, che poi si rivelerà ben più decisivo con El Submarino Amarillo (nome con cui è conosciuta la squadra della provincia di Castéllon). Qui Roman gode di maggiore libertà, minutaggio e fiducia dell´ambiente. Gioca trequartista -anche se porta il numero 8 perché il 10 lo indossa Roger, un altro ex-Barcellona- distribuisce palloni come gli aggrada, segna e fa segnare, diverte il pubblico, ma soprattutto sente l´amore dell´ambiente.

Nell´edizione 2005/2006 della Coppa dei Campioni Riquelme traghetta la squadra fino ai quarti di finale. Nella gara di ritorno al Madrigal il Villareal sconfigge l´Internazionale per 1-0 con gol di Arruabarrena, risultato che permette agli amarillos di passare alla semifinale dopo il 2-1 a favore dell´Inter della gara di andata. La prestazione di Riquelme è davvero superba.
Tutto rose e fiori con un lieto finale, giusto? No! Nel ritorno della semifinale contro l´Arsenal, col punteggio ancora fermo sullo 0-0 Roman sbaglia a pochi minuti dalla fine il rigore che avrebbe protratto la partita ai supplementari.

Successivamente Riquelme viene convocato ai mondiali in Germania del 2006 per giocare con un´ottima versione dell´albiceleste. L´attacco è semplicemente illegale, Roman gioca col suo numero 10 ed imposta il gioco alle spalle delle due punte: Tevez e Crespo. La squadra avanza senza troppi drammi fino ai quarti dove incontra i padroni di casa. L´Argentina conduce 1-0 sulla Germania, Riquelme fa il suo gioco, temporeggia, tiene palla, la smista, un passo di tango ogni tanto per confondere i panzer tedeschi e la partita procede inesorabile fino al 72esimo minuto. José Pékerman, all´epoca allenatore dell´albiceleste, privato delle sue facoltà decisionali per chissà quale arcano motivo, mette in atto una delle sostituzioni più inspiegabili della storia del calcio e sostituisce Riquelme con Cambiasso. Klose pareggia all´80esimo, la partita si trascina fino ai rigori, ad esultare alla fine sono i tedeschi. A fine partita Roman, incalzato dai giornalisti, dirà riguardo alla sostituzione: "Rispetto sempre le scelte degli allenatori". Tanto diplomatico quanto telegrafico, non a caso lo chiamano El Mudo.

El Diez ha ancora 28 anni e la sua carriera di certo non finisce su quel dischetto o ai mondiali tedeschi, ma qualcosa dentro di lui si spegne. Si spegne anche la sua carriera europea. Dopo qualche scampolo di partita all´inizio della stagione 2006/2007 Riquelme torna al Boca nella finestra di mercato di gennaio. Era lui a non esser pronto per l´Europa o viceversa? Non lo sapremo mai.

Da qui in poi Riquelme giocherà nella sua amata Bombonera, eccetto un´ultima parentesi di pochi mesi con l´Argentinos Juniors prima del ritiro. Vincerà un´altra Copa Libertadores da protagonista -premiato come miglior giocatore della competizione- nel 2007 e due Tornei di Apertura (2008, 2011), indosserà la maglia albiceleste solo nella Copa America 2007 -durante la quale rese ancora una volta tutto il mondo testimone e spettatore del suo talento calcistico- e nei match di qualificazione al mondiale sudafricano del 2010.

Cosa ci lascia quindi in eredità Juan Roman Riquelme?
Se vogliamo guardare il lato pratico il suo lascito è un grande carico di amarezza e di talento che non è mai riuscito a esprimersi al massimo delle sue potenzialità al di fuori dell´America Latina. Eclissato a volte da allenatori indisposti, vedi Van Gaal, da rigori decisivi sbagliati, da sostituzioni ingiuste, da fardelli troppo pesanti a lui imposti da chi lo vedeva come il testimone naturale di Maradona, da presenze ingombranti come quella de El Loco Martin Palermo. Allo stesso tempo però credo che sia sbagliato guardare a Riquelme con questi occhi, non è mai stato un uomo da copertine, pubblicità, sponsor milionari, comparsate sul grande schermo o le riviste di gossip, o un calciatore da statistiche extraterrestri alla Cristiano Ronaldo. Quello che Roman ci lascia è molto meno tangibile di tutto ciò, per trovare la sua eredità bisogna leggere tra le righe, bisogna passare, come chi sta scrivendo quest´articolo, notti intere a gustare le prestazioni de El Mudo, nelle notti bianche di Libertadores o grazie ai video su youtube, eterni pomeriggi sotto il sole a cercare di imitare i suoi tocchi, di ispirarsi al suo stile di gioco. Il suo lascito è nascosto tra le complicate trame del suo gioco anticonformista, dei suoi tocchi rapidi e cinici, dei suo passi di tango tra le difese avversarie. Non è un caso se la grande maggioranza dei giornali vedono il suo ritiro come la scomparsa de El ultimo diez. Riquelme è infatti l´ultimo rappresentante (El Flaco Pastore permettendo) di un tipo di calcio completamente argentino, devoto alla bellezza per il gusto del bel calcio e poco più, un modo di gioco astratto, situato agli estremi antipodi dello stile Messi.

Le sue gesta restano nei versi di sorpresa e negli occhi pieni di stupore della Bombonera, nei doverosi applausi dei tifosi avversari, di tutti quegli argentini costretti a fare i conti con la realtà e a render omaggio a Juan Roman Riquelme: l´ultimo dei romantici.


Ultime da Sport
Pallavolo: Mondiali 2018 a Torino
Le maglie del Rayo Vallecano contro le discriminazioni
Il Parma Calcio Ŕ ufficialmente fallito
Il britannico Bradley Wiggins ha stabilito il nuovo record dell┤ora
Qatar, mondiali a Natale
Follia Hoolingans nel centro di Roma
Conte indagato per frode sportiva
Coppa d┤Africa, arbitro fuori per 6 mesi
La guerra delle tv ai siti di streaming
Volontari ai giochi olimipici di Rio 2016? Aperte le candidature

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter
Inclusione Finanziaria
ParitÓ di trattamento tra pari
Carlos Trias
Vuoi un blog tutto tuo ed essere letto in tutte l'universitÓ?
Scoprilo qui
LIBRI
Da zero a uno: I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro
Ginella Tabacco, Poterti parlare ancora
Alfredo Corchado, Mezzanotte in Messico
Arthur Miller, "L┤equazione dell┤anima"
Gino Strada e Roberto Satolli, "Zona Rossa"
Piero Angela, "Tredici miliardi di anni"
TESI E DISSERTAZIONI
Note Legali | Politica sulla Privacy | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Conttatare | Prezzi Annuncio | RSS RSS