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LIBRI

La trappola dell´austerity


Non si esce dalla crisi a colpi di tagli. I salassi al Welfare e ai servizi sociali riducono il potere d´acquisto e i consumi; la mancanza di domanda deprime gli investimenti e le assunzioni; il saldo finale è il calo del Pil, che aritmeticamente fa salire proprio quel peso relativo del deficit e del debito che si vorrebbe ridurre. L´errore tragico dell´austerity, sarà un fattore determinante nel bruciare un´intera generazione di giovani
Redazione 20 Marzo 2014 Condividi
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…le loro aspirazioni, le loro potenzialità.È una responsabilità enorme, di cui bisognerà chiedere conto a chi queste scelte ha fatto, o non ha saputo contrastare.»

La trappola dell’austerity, nuovo saggio di Federico Rampini che esce oggi per i tipi dell’editore Laterza, inaugura una nuova collana, iLibra, che si propone di affrontare i grandi temi dell’attualità attraverso volumi estremamente maneggevoli ed economici, frutto del lavoro di grandi saggisti e di giornalisti estremamente attenti alle evoluzioni del mondo contemporaneo.
Questo volume, in particolare, affronta il tema spinoso dell’austerity e dei suoi effetti di lungo periodo sull’economia dei paesi che scelgono di adottarla come strategia di controllo dei bilanci. La tesi di Rampini, infatti, è che le scelte di austerity portate avanti in Europa in questi anni siano state forse utili per risanare bilanci fortemente dissestati e mettere un freno al dilagare di bolle speculative ormai fuori controllo, ma che tali effetti positivi siano in realtà mere illusioni, dietro cui si nascondono inaspettati pericoli.

Se, infatti, l’austerity si trasforma da oculata scelta di politica a “ricatto morale”, rischia di costituire un micidiale freno allo sviluppo e alla crescita economica, contribuendo ad aumentare le disuguaglianze sociali e a impoverire la società nel suo complesso.
Il rischio, secondo Rampini, è quello di abbracciare una visione moralistica dell’economia, secondo cui una cura a base di “lacrime e sangue” imposta a tutti non è altro che una sorta di cieca punizione per decenni di politiche dissennate e poco attente al controllo della spesa. Secondo l’inviato di Repubblica, però, l’economia segue altri canoni, e solo rilanciando con decisione la crescita e quindi consentendo al lavoro e ai consumi di ripartire si potrà finalmente chiudere il duro passaggio della crisi, conducendo finalmente l’economia mondiale in una direzione nuova.

Con questo suo piccolo saggio, appuntito e controcorrente, Rampini parte dalla storia economica del passato per dimostrare come non sempre le scelte che vanno in direzione del rigido controllo dei conti pubblici sono una via d’uscita alle difficoltà del mondo dell’economia e dimostra, partendo da dati precisi e inconfutabili, come altre strade siano percorribili, oltre a quelle del taglio selvaggio allo stato sociale.

 


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