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Dal Ministero dell┤Ambiente

La mappa dell┤amianto in Italia


Marche e Abruzzo le regioni pi¨ inquinate, mancano i dati della Calabria.
Redazione 24 Novembre 2014 Condividi
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fonte: Ansa
Messo al bando più di 20 anni fa, precisamente con la legge 257 del 1992, l´amianto continua ad essere presente in tutte le nostre città e a far paura. Questo materiale, chiamato ´killer silenzioso´ perchè respirandone le fibre ci si espone al rischio di tumori mortali come il mesotelioma, è stato largamente usato per anni, in combinazione con il cemento, in quasi ogni tipologia di costruzione. Oggi si trova in molti edifici privati e pubblici delle nostre città: dai capannoni industriali ai tetti delle abitazioni private, per arrivare ad ospedali, scuole e perfino asili nido.

Ma quanto amianto c´è ancora in Italia, dove si trova e a che punto è la bonifica di quello che ad oggi è considerato il più pericoloso e diffuso agente cancerogeno ambientale? In Italia ci sono 33.600 siti d´amianto I dati del Ministero dell´Ambiente, che fanno riferimento al "Piano nazionale amianto", indicano una situazione davvero allarmante e del tutto disomogenea: "In Italia sono 33.610 i siti di amianto, almeno quelli che si è riusciti a censire - come spiega Laura D´Aprile, funzionaria del Ministero dell´Ambiente - la maggior concentrazione si trova nelle Marche e nell´Abruzzo (il 50% dei dati totali, ndr) e in genere su tutto il versante adriatico.

Ma il numero, già di per sè alto, preoccupa perchè non comprende i dati di una regione come la Calabria, dove da anni persiste un "black-out" di informazioni, e della Sicilia, di cui abbiamo dati solo parziali". Il calcolo dei siti potrebbe quindi crescere vertiginosamente. Anche la Campania, che sulla mappa del ministero risulta una delle regioni più "pulite", o il Lazio, pur avendo inviato le informazioni al ministero mostra alcuni buchi rilevanti come, ad esempio, lo stabilimento ex Isochimica di Avellino o l´ex stabilimento Cemamit a Ferentino (FR) che non rientrano tra i dati censiti.

E se spaventano le concentrazioni d´amianto sul nostro territorio, messe a confronto con le bonifiche effettuate c´è davvero da far tremare i polsi: la mappa del ministero dell´Ambiente indica infatti che soltanto 832 del totale sono i siti bonificati, 339 quelli parzialmente risanati (con prime misure di messa in sicurezza con le risorse economiche disponibili) e ben 30.309 quelli dove ancora la bonifica non è neppure cominciata. La presenza di Eternit o di cemento-amianto coinvolge scuole (che per le Regioni hanno la priorità nei finanziamenti per la bonifica), tetti di edifici anche pubblici, ospedali, case di riposo, aree residenziali e industriali attive o dismesse (779 in totale).

E anche qui la mappatura non è fedele alla realtà perchè c´è disomogeneità nei criteri di raccolta dati da parte delle Regioni e delle Province autonome - che entro il 30 giugno di ogni anno hanno l´obbligo di trasmettere i dati sulla presenza di amianto - nonostante le modalità di esecuzione della mappatura siano state concordate e definite a livello nazionale. La legge c´è da 22 anni, perchè è così difficile bonificare? "Questo delle bonifiche è un dato davvero irrisorio rispetto agli oltre 30mila siti dove è accertata la presenza d´amianto" spiega D´Aprile, responsabile del ´Piano Nazionale Amianto´ per il ministero dell´Ambiente. "La causa di questo gap è semplice: ad oggi non esistono tecnologie in grado di trattare l´amianto che deve essere, per froza di cose, tutto smaltito in discariche dedicate". "I costi, inoltre, sono molto elevati - aggiunge D´Aprile - si parla, in media, di centinaia di euro al metro quadro per la sostituzione di Eternit, ma variano da regione a regione". Quali le situazioni più allarmanti? "Al nostro ministero arrivano ogni anno le richieste di finanziamento per la bonifica. - aggiunge D´Aprile - Quasi tutte le 20 regioni d´Italia hanno fatto richiesta per il risanamento dell´edilizia scolastica: se ne deduce che le nostre scuole pubbliche siano quelle a vivere la situazione d´emergenza più grave perchè è lì che si recano ogni giorno i nostri figli".

Il ministro dell´Ambiente Gian Luca Galletti ha presentato una richiesta di quasi 360 milioni a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Il numero totale delle discariche operative, nel 2010, che hanno smaltito rifiuti di materiali da costruzione contenenti amianto, sono 22 (10 al Nord, 4 al Centro e 8 al Sud).

Anche qui si tratta di un numero irrisorio non in grado di far fronte ai milioni di tonnellate di materiale pericoloso che ancora non siamo riusciti a smaltire. Il Piemonte la regione che smaltisce più Eternit Secondo l´Ispra, delle 90 mila tonnellate (90,2% del totale) di questi rifiuti smaltiti in discarica per rifiuti non pericolosi, circa 60 mila vanno nel Nord del Paese, poco più di 23 mila al Centro e 7 mila al Sud. La regione che smaltisce la quantità maggiore è il Piemonte, con oltre 39 mila tonnellate (39,3%). In questi ultimi tempi, a causa dell´esaurimento di queste discariche e la mancata costruzione di nuove, spiega l´Ispra, molti rifiuti sono stati esportati in paesi comunitari, come Germania e Austria. 

Fonte: RaiNews

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