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SALUTE
Uno studio dalla University of California

La cocaina potenzia il cervello


La cocaina potenzia il cervello, e potrebbe essere proprio questo il motivo che porta alla dipendenza dalla droga. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience, il consumo della polvere bianca sarebbe in grado di potenziare i circuiti cerebrali legati all┤apprendimento e alla memoria.
Redazione 4 Settembre 2013 Condividi
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 Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della Ernest Gallo Clinic and Research Center della University of California di San Francisco, negli Usa, ha scoperto che il consumo della polvere bianca sarebbe in grado di potenziare i circuiti cerebrali legati all´apprendimento e alla memoria, e sarebbe proprio questa la ragione a portare alla dipendenza di questa sostanza stupefacente.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Neuroscience, si è giunti osservando al microscopio le cellule cerebrali di alcuni topi cui era stato precedentemente somministrato un certo quantitativo della sostanza. Nel giro di un paio di ore, si è così osservato che nella corteccia frontale di questi animali era aumentata la densità delle spine dendritiche, ovvero di quelle strutture che si ramificano a partire dal neurone e che risultano fondamentali per la comunicazione tra i neuroni stessi.

Oltre a questa sorprendente scoperta, è venuta fuori una relazione diretta tra la creazione di nuove spine dendritiche e la dipendenza dalla sostanza: tanto più alto era il numero delle spine dendritiche nuove nella corteccia frontale dei topi, tanto più forte era il meccanismo di dipendenza rilevato negli animaletti. In altre parole, “i consumatori di droga – spiega Linda Wilbrecht, prima autrice della ricerca – a lungo termine mostrano una riduzione della funzionalità della corteccia frontale in relazione a stimoli o compiti comuni, mentre la funzionalità aumenta in risposta ad attività o informazioni relative alla droga”.

In questa maniera, potenziando la creazione di nuove spine dendritiche, la cocaina andrebbe a rappresentare una specie di super-stimolo in grado di rinforzare l’apprendimento legato all’esperienza del consumo dello stupefacente. Scoperto ciò, si potrebbe ora più facilmente individuare, spiega ancora Wilbrecht, “il meccanismo tramite cui il cervello dei tossicodipendenti risponde agli stimoli legati alla droga”.

Via: Nature Neuroscience e Universita


 

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