Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Alcuni di questi cookie sono utilizzati per realizzare le analisi delle viste, altri a gestire la pubblicità e altri ancora sono necessari per il corretto funzionamento del sito. Se si continua a navigare o si fa clic su "accettare", considereremo come accettato il loro utilizzo. È possibile ottenere ulteriori informazioni, o sapere come modificare le impostazioni, in Politica sui cookie?
Versión Española Versión Mexicana Ibercampus English Version Version fran├žaise Versione italiana

1/4/2020  
      in Ibercampus in  | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Contatti | Tariffe | Iscriversi | RSS RSS
Politica
Politiche di inclusione
Ricerca e sviluppo
Capitale umano
Economia
Cultura
Ambiente
Salute
SocietÓ
Sport
Dibattiti
Interviste
Educazione
Borse di studio
Lavoro e Formazione
America Latina
Tendenze
Le aziende ed i CSR
UniversitÓ
Chiamate
 Empresas y RSC
A2A
ANSALDO STS
ASSICURAZIONI GENERALI
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA
BANCA POPOLARE DI MILANO
BANCO POPOLARE SOCIET└ COOPERATIVA
BULGARI
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
DIASORIN
ENEL S.P.A.
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
FONDIARIA-SAI
GTECH
IMPREGILO
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
PARMALAT
PIRELLI & C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SNAM RETE GAS
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA - RETE ELETTRICA NAZIONALE
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
 Universidades























INTERVISTE

Intervista ad Elisabetta Ciani. La sindrome CDKL5


Si tratta di una patologia degenerativa rara dello sviluppo del sistema nervoso che colpisce i bambini nei primi mesi di vita. L┤Alma Mater Ŕ impegnata nella ricerca per cercare di sviluppare una terapia efficace
Redazione 8 Aprile 2015 Condividi
Comparte esta noticia en TwitterComparte esta noticia en FacebookComparte esta noticia en TwitterAñadir a del.icio.usAñadir a YahooRSS
fonte: magazine.unibo.it

CDKL5 è purtroppo una sigla ben nota a molti genitori in tutto il mondo, in quanto la Sindrome CDKL5 è una patologia degenerativa rara dello sviluppo del sistema nervoso che colpisce i bambini nei primi mesi di vita. Perché avete deciso di studiare questa malattia?

Sono stata direttamente sollecitata dall’Associazione Italiana CDKL5 a mettere a disposizione la mia esperienza nel campo delle neuroscienze per iniziare una nuova ricerca finalizzata a studiare il disordine CDKL5, allo scopo di trovare “una terapia” per i bambini affetti da questa patologia. I pazienti con disordine CDKL5 mostrano una sintomatologia che include epilessia con esordio nei primi mesi di vita, ritardo mentale ed autismo, oltre a ridotte capacità visive, motorie e problemi a livello gastrointestinale. La maggior parte di questi bambini non può camminare, parlare o nutrirsi autonomamente. Ho ritenuto umanamente e scientificamente importante poter offrire la mia esperienza nel campo delle neuroscienze e della biologia molecolare, per contribuire all’identificazione dei meccanismi alla base di questa patologia e per fare i primi passi per lo sviluppo di una terapia capace di migliorare i sintomi di questa invalidante patologia.

Quali prospettive può aprire la ricerca condotta dall’Università di Bologna su questa patologia?

A tutt’oggi non esistono terapie efficaci nella cura dei problemi neurologici associati a questa patologia. Pertanto, lo sviluppo di terapie per CDKL5 rappresenta un’importante sfida dal punto di vista sociale. Il nostro attuale obiettivo all’Università di Bologna si propone di trovare una terapia efficace per la cura di questa debilitante patologia. Abbiamo recentemente ideato un’innovativa terapia per il disordine CDKL5 che prende il nome di “terapia proteica sostituiva”. L’idea alla base di questa terapia innovativa consiste nella possibilità di somministrare al paziente la proteina mancante (CDKL5), modificata geneticamente, in grado di entrare nelle cellule nervose e supplire alla mancanza di funzione della proteina endogena. Recenti studi hanno dimostrato che i disturbi dello sviluppo neurologico possono essere reversibili o parzialmente reversibili anche nell’adulto. Pertanto riteniamo che ci siano prospettive realistiche per sviluppare una cura per il disturbo CDKL5.

Che importanza ha la ricerca di base nello studio delle malattie rare?

La patologia CDKL5 è un raro, rarissimo, disordine neurologico che colpisce tipicamente le bambine con un’incidenza di 1/100000 neonati. Al momento i casi diagnosticati sono circa 500 in tutto il mondo di cui circa 20 in Italia. È relativamente recente la scoperta che mutazioni del gene CDKL5 sono responsabili di questa grave patologia neurologica progressiva. Pertanto la ricerca è ancora agli inizi. Attraverso la ricerca di base, che si svolge prevalentemente nell’ambito universitario, abbiamo fatto grandi passi in avanti negli ultimi anni grazie all’impegno di ricercatori universitari italiani che si sono dedicati con passione allo studio di questa patologia.

La medicina è forse uno degli ambiti in cui sono più tangibili i progressi della ricerca. Dal punto di vista di un ricercatore che emozioni/sentimenti suscita fare ricerca?

Non solo l’interesse scientifico, ma anche la forte empatia verso le famiglie che hanno bambine/bambini con questa malattia genetica rara ci hanno spinto ad iniziare lo studio su questa rara patologia e successivamente ad approfondire le ricerche in vista di possibili approcci terapeutici. Gli incontri con i genitori, così duramente colpiti, ci fornisce un ulteriore stimolo per proseguire nelle nostre ricerche.

Come i cittadini possono concretamente contribuire ai progetti di ricerca?

Al momento le Università sono i principali centri italiani dove si svolgono le ricerche di base non a fini industriali. Il contributo dei cittadini nel finanziare la ricerca, attraverso il semplice gesto del 5 per mille all’Università di Bologna, potrebbe fare realmente la differenza per molte famiglie più sfortunate.

(magazine.unibo.it)



Ultime da Interviste
Il futuro dei droni, intervista a Roberto Alfieri
Mafia capitale e il rapporto tra politica e sistema criminale
Vincenzo Trione parla della collaborazione tra IULM e Biennale di Venezia
Stefania Pellegrini parla di territorio e mafia al nord
(S)vantaggi di essere uomini o donne nel giornalismo
Alessandra Bordoni, ricercatrice Unibo, parla del suo progetto sulla corretta alimentazione
Matteo Calvaresi, nanoparticelle per combattere l┤inquinamento atmosferico.
Arianna Ciccone intervista Enrico Mentana e Marco Damilano
Intervista a Susi Pelotti: prevenire la violenza sulle persone fragili
Intervista ad Alberto Regattieri

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter
Inclusione Finanziaria
ParitÓ di trattamento tra pari
Carlos Trias
Vuoi un blog tutto tuo ed essere letto in tutte l'universitÓ?
Scoprilo qui
LIBRI
Da zero a uno: I segreti delle startup, ovvero come si costruisce il futuro
Ginella Tabacco, Poterti parlare ancora
Alfredo Corchado, Mezzanotte in Messico
Arthur Miller, "L┤equazione dell┤anima"
Gino Strada e Roberto Satolli, "Zona Rossa"
Piero Angela, "Tredici miliardi di anni"
TESI E DISSERTAZIONI
Note Legali | Politica sulla Privacy | Comitato di Redazione | Chi Siamo | Ideologia | Conttatare | Prezzi Annuncio | RSS RSS