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NovitÓ dal CERN

Il giorno di Pasqua riparte l┤acceleratore di particelle del CERN


Alle 10 circa di domenica 5 aprile Ŕ ripartito l┤acceleratore di particelle del CERN, dopo due anni di riparazioni.
Redazione 7 Aprile 2015 Condividi
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fonte: sdamy.com

È stata una Pasqua importante per la storia della ricerca scientifica: il Large Hadron Collider, l’acceleratore di particelle del CERN, è finalmente ripartito. È la prima volta dal 2013. Alle 10 circa di domenica 5 aprile, un flusso di protoni è stato “sparato” ad una velocità prossima a quella della luce nel tunnel lungo 27 chilometri, in una zona compresa tra la Svizzera e la Francia. Due ore dopo, le particelle hanno seguito il percorso inverso, alla stessa velocità. La collisione delle particelle, tuttavia, non avverrà che a partire da questa estate, poiché ogni collisione assorbe il doppio dell’energia che occorre all’LHC per “sparare” protoni in una sola direzione. Gli scienziati del CERN, e con loro tutti i fisici del mondo, sperano di poter giungere finalmente a quella “nuova fisica” che sappia andare oltre il cosiddetto Modello Standard di spiegazione dell’Universo, e delle particelle.

La nuova ripartenza dell’acceleratore di particelle

Il direttore generale del CERN, Rolf Heuer, ha detto infatti a ingegneri e scienziati del CERN: “Congratulazioni. Grazie davvero a ciascuno di voi, ma ora comincia il lavoro serio”. Il direttore per gli acceleratori e le tecnologie del CERN, Frederick Bordry, ha aggiunto: “dopo due anni di riparazioni, ora l’LHC è in gran forma. Il passo più importante, però, deve ancora essere compiuto, e giungerà quando aumenteremo la velocità dei fasci a nuovi livelli record”. I protoni saranno iniettati con un’energia relativamente bassa, all’inizio. Nei mesi successivi, gli ingegneri sperano di aumentare gradualmente l’energia dei fasci fino a 13 TEV, ovvero 13 mila miliardi di electronvolts: il doppio di quanto si è impiegato durante la prima operazione dell’LHC.

Alle 9.30 della mattina di domenica, dunque, gli ingegneri del CERN di Ginevra hanno dato inizio alla iniezione dei fasci protonici in ciascuna sezione dell’enorme cerchio, una alla volta. In seguito, è stata attivata la stessa procedura dei fasci protonici ma in senso inverso. Le prime collisioni tra le particelle, che segneranno l’inizio di una nuova fase negli esperimenti dell’LHC, avranno luogo non prima di giugno prossimo. Saranno effettuate in quattro giganteschi detector (rivelatori) disposti intorno all’anello dei fasci, che innescheranno la creazione di nuove particelle e consentiranno agli scienziati di penetrare nelle profondità dei pilastri fondamentali della natura. L’energia si può convertire in massa secondo l’equazione di Einstein E=MC(al quadrato). Maggiore è l’energia disponibile più grande sarà il numero di particelle che si possono creare.

Superare il Modello Standard di interpretazione dell’Universo

La ricerca della materia oscura impone passaggi che vadano oltre il Modello Standard, la teoria del tutto che descrive le particelle e le forze della natura. La teoria unifica 3 delle 4 forze fondamentali: forza elettromagnetica, forza nucleare debole e forza nucleare forte e ha dominato negli ultimi 50 anni. Un modello di “nuova fisica” dell’Universo, denominato teoria M delle stringhe supersimmetrico, prevede che ogni particella nota abbia una particella analoga di massa superiore – e una di queste particelle supersimmetriche potrebbe essere la fonte della materia oscura. Al Cern di Ginevra si sta esplorando un nuovo e inedito territorio della fisica, che entra, di fatto, in una nuova era. Portando la materia in stati mai osservati prima, perché le collisioni nell’LHC creano temperature mai toccate dal Bing Bang, i fisici sperano di trovare qualcosa di inatteso che riesca a rispondere ad alcuni interrogativi. I detriti potrebbero contenere energia oscura, materia oscura o perfino dimensioni addirittura nascoste. Il punto sostanziale è che il Modello Standard sul quale hanno lavorato fisici e astronomi per qualche decina d’anni, va precisandosi sempre di più con l’uso dell’acceleratore di particelle, fino al punto da rilevarne tutti i limiti, come insegna la vicenda della scoperta del Bosone di Higgs.

(jobsnews.it)



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