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ECONOMIA
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Gli effetti degli 80 euro

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Secondo i dati dell┤Istat, il reddito disponibile delle famiglie italiane Ŕ tornato a crescere.
Redazione 12 Gennaio 2015 Condividi
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Nel terzo trimestre (luglio-settembre 2013) il reddito disponibile delle famiglie italiane è tornato in rialzo, con un aumento dell’1,8% sul trimestre precedente e dell’1,4% su base annua. Lo rileva l’Istat. Si tratta dei primi tre mesi in cui gli 80 euro hanno funzionato a pieno regime. I primi nove mesi dell’anno chiudono con un +1%. Il reddito lordo disponibile in valori correnti quindi sale nonostante l’Italia abbia passato due mesi, agosto e settembre, in deflazione. Attenzione, però, avvertono i tecnici dell’Istituto di statistica: il bonus degli 80 euro spiega un pezzo dell’aumento del reddito, ma non è un fattore esclusivo. Al rialzo hanno contribuito anche altre voci come la crescita dei redditi da lavoro (nel terzo trimestre i dati sull’occupazione non erano andati male, come invece gli ultimi dati sulla disoccupazione a novembre).

Il potere d’acquisto, cioè il reddito reale, ha con tutta probabilità, beneficiato sia degli effetti del bonus sia del calo dei prezzi. La capacità di spesa ha segnato infatti un significativo rialzo, aumentando dell’1,9% rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% su base annua (che diventa +0,8% guardando al dato tendenziale dei primi nove mesi). Le famiglie italiane, stando ai dati aggiornati al terzo trimestre, hanno però preferito mettere da parte il di più (la propensione al risparmio è aumentata) e non aprire i portafogli, visto che la spesa per consumi finali è rimasta ferma in termini congiunturali (anche se sale su base annua, +0,4% nel terzo trimestre e +0,5% nei primi nove mesi). Il tasso di investimento (il rapporto tra investimenti fissi lordi delle famiglie, che comprendono esclusivamente gli acquisti per abitazioni, e reddito disponibile lordo) nel terzo trimestre si attesta al 6%, in diminuzione di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente e di 0,4 punti nel confronto annuo.

«Sicuramente il bonus fiscale degli 80 euro è un bell’aiuto per chi lo percepisce, ma perché possa determinare un aumento dei consumi, con effetti positivi sulla crescita del Paese, è necessario estenderne il beneficio anche ai pensionati, agli incapienti ed a chi percepisce redditi superiori ai 26.000 euro attuali», ha dichiarato il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, commentando i dati dell’Istat sull’aumento del reddito disponibile nel terzo trimestre del 2014. «Il reddito disponibile delle famiglie cresce – continua Petriccioli – ma nell’anno appena trascorso l’effetto del bonus è stato in gran parte vanificato dalla sua mancata estensione ad una platea più ampia e dall’aumento della fiscalità locale. Ora occorre che il governo rafforzi l’intervento fiscale espansivo perché dopo sette anni di crisi c’è bisogno di sostenere con maggiore vigore la domanda interna».

Fonte: Corriere.it

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