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SPORT
Quando lo sport diventa un confronto a sangue

Fiorentina-Napoli una partita da non disputare


Sabato 3 maggio a Roma tre tifosi del Napoli sono rimasti feriti da colpi di arma da fuoco. Uno dei feriti Ŕ in condizioni gravi, ed Ŕ stato subito portato all┤ospedale Villa San Pietro e poi al Gemelli, dove il 4 maggio Ŕ stato sottoposto a un intervento.
Redazione 6 Maggio 2014 Condividi
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Secondo la ricostruzione della questura di Roma, intorno alle alle 18.30 Daniele De Santis, un tifoso della Roma, ha provocato i tifosi del Napoli che si erano radunati nei pressi di viale Tor di Quinto per poi andare allo stadio. De Santis, 48 anni, pregiudicato, avrebbe lanciato dei fumogeni contro i tifosi napoletani che si sarebbero scagliati contro di lui. De Santis avrebbe tirato fuori la pistola e sparato dei colpi di pistola che hanno colpito i tre tifosi. Dopo i primi spari, l’arma di De Santis si è inceppata e a quel punto dei tifosi del Napoli lo hanno aggredito provocandogli alcune lesioni e la rottura di una gamba.

Secondo la questura di Roma, la sparatoria è stata un evento isolato. “Si tratta di una dinamica molto semplice quanto folle”, ha dichiarato il dirigente della Digos Diego Parente. “È stato tutto ricostruito in nottata grazie alle testimonianze raccolte sul posto di tifosi e gente comune oltre alle immagini attinenti a prima e dopo l’episodio con il relativo sonoro”, ha detto Parente.

La polizia ha recuperato e sequestrato l’arma e il 4 maggio ha arrestato De Santis per tentato omicidio e rissa. De Santis era tra i tifosi che nel secondo tempo di un derby del 2004 tra Roma e Lazio chiesero l’interruzione della partita dopo che si era sparsa la notizia della morte di un bambino, investito da una macchina della polizia. Notizia che era falsa.

Altri disordini allo stadio. Prima della finale di coppa Italia ci sono stati scontri intorno all’Olimpico e vicino a ponte Milvio tra polizia e tifosi del Napoli. La polizia voleva evitare infatti che le due tifoserie venissero in contatto. Durante gli scontri i tifosi hanno tirato bombe carta e fumogeni e la polizia ha risposto con cariche e gas lacrimogeni. Ci sono stati una decina di feriti e quattro fermati per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di petardi. Dagli spalti, prima dell’inizio della partita, sono stati lanciati petardi, bombe carta e lacrimogeni. Un vigile è stato ferito e la partita è cominciata con circa 45 minuti di ritardo.

Non c’è stata trattativa. La polizia nega che ci sia stata una trattativa con le tifoserie per lo svolgimento della partita, come riportato da molti giornali. Secondo la stampa, infatti, la partita sarebbe cominciata in ritardo perché la polizia avrebbe trattato per mandare avanti la partita senza ulteriori disordini. La polizia ha detto, invece, che la partita è cominciata in ritardo perché le tifoserie sono state informate delle condizioni dei tifosi del Napoli coinvolti nella sparatoria. Il ministro dell’interno Angelino Alfano ha confermato la versione della polizia: “All’Olimpico la tensione è scoppiata per fatti verificatisi a tre-quattro chilometri dallo stadio. Perciò il capitano del Napoli Hamsik è andato a dire alla curva che il tifoso napoletano non era stato ferito in un contesto collegato a faide tra tifoserie”. Secondo il ministro, il capitano del Napoli non ha chiesto il permesso di procedere con la partita.

Informazione via Internazionale


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