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LIBRI

Federico Buffa, Carlo Pizzigoni, "Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure"


Dopo il successo del programma di Sky "Storie mondiali", Buffa e Pizzigoni presentano la versione cartacea, con alcune aggiunte ma con la stessa filosofia di fondo.
Francesco Vergendo 7 Aprile 2015 Condividi
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fonte: amazon.it
“Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio.” Questa frase di Josè Mourinho raccoglie la filosofia che spiega la narrazione di Federico Buffa, in collaborazione con Carlo Pizzigoni. D´altronde, “il novecento è il secolo del football”. Risulta evidente come non si possa parlare della storia, dell´economia, dei popoli e delle relazioni internazionali  del ´900 senza sapere chi sia Jules Rimet, l´ideatore dei Mondiali di calcio.

Lo scritto è la trasposizione su carta del programma di Sky “Storie mondiali” raccontato da Federico Buffa e che Carlo Pizzigoni ha contribuito a scrivere. Riadattato tenendo conto delle diverse esigenze che il mezzo comunicativo pretende. Inoltre sono presenti alcune aggiunte, grazie alla libertà che la carta stampata garantisce, rispetto ai tempi stretti del format televisivo. Il titolo del libro, edito da Sperling e Kapfer, è “Storie mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure”.

Brasile 1950, Il Maracanazo
Sono i primi mondiali del secondo dopo guerra, Germania e Giappone non possono partecipare in quanto considerate causa del conflitto. Per la prima volta partecipano i maestri inglesi, incredibilmente sconfitti dagli Stati Uniti. Il Brasile, sulla scia di quanto effettutato negli anni ´30 da Mussolini, vuole utilizzare la manifestazione per scopi propagandistici. Non ci riuscirà, è il mondiale dell´Uruguay. Ma soprattutto, è il mondiale del Maracanazo.

Germania Ovest 1974, Arancia Meccanica
Sono i primi mondiali della Coppa Fifa, dopo la definitiva assegnazione della Coppa Rimet al Brasile nel 1970. Si parla dello scontro tra le due Germanie in piena guerra fredda. La qualificazione del Congo Belga. Ops, Zaire, dopo la conquista del potere di Mobutu. Il Cile golpista di Pinochet, passa attraverso lo spareggio fantasma contro l´URSS comunista. Vincono i padroni di casa, guidati dal "kaiser" Franz Beckenbauer. L´Olanda di Cruijff è la grande sconfitta, dopo aver entusiasmato per 6 partite si deve arrendere ai tedeschi in finale.

Uruguay 1930, Il grande Uruguay
Sono i primi mondiali della storia, li organizza l´Uruguay a cento anni dalla sua indipendenza. All´epoca il suo peso politico era notevole. La squadra aveva vinto le ultime due olimpiadi di calcio e la decisione ricadde su di loro. L´Italia, per protesta, decise di non partecipare. La competizione è caratterizzata da un´organizzazione embrionale, soprattutto per quando riguarda la gestione degli arbitri e dei palloni da usare. La finale fu tra Uruguay e Argentina, simbolo della lotta di egemonia culturale oltre che politica sul Sudamerica di lingua spagnola. Al Centenario di Montevideo vince l´Uruguay 4-2.

Inghilterra 1966, Football back home
Il calcio ritorna da dove tutto è cominciato. Edmondo Fabbri privilegia il blocco del Bologna e lascia a casa Picchi e Corso della grande Inter, scatendando un dibattito tattico mai risolto. Usciamo contro la Corea del Nord, vera rivelazione del mondiale. Ci penserà il Portogallo di Eusebio a regolarla. Lusitani che eliminano anche il Brasile di Pele. La finale, Inghilterra - Germania ovest, è uno scontro tra popoli nemici. Gli strascichi della seconda guerra mondiale sono ancora evidenti. Vincono gli inglesi, ma il gol decisivo è dubbio. Le discussioni dureranno forse per sempre.

Messico 1986, Diegooooo!
Parliamo del mondiale di Maradona. Il gol più bello della storia del calcio (“barrilete cosmico”) e la mano de Dios battono l´Inghilterra e vendicano il popolo argentino per l´onta delle Isole Falkland. Ops, Malvinas. Bora Milutinovic partecipa al suo primo mondiale come allenatore, tocca al Messico di Hugo Sanchez. Ne farà 5 di mondiali, con 5 squadre diverse. Altre menzioni d´onore per il Belgio di Vincenzo Scifo, la Spagna della generazione madridista di Butragueno (“la quinta del Buitre”), la Scozia di Sir Alex Ferguson (che sostituì Jock Stein, il leggendario allenatore che morì durante la partita di qualificazione contro il Galles), il Marocco di Mohamed Timoumi, prima squadra africana a superare il girone iniziale e l´Iraq, che si qualifica al mondiale in piena guerra contro l´Iran. Alla fine però, vince l´Argentina contro la Germania ovest, è la consacrazione di Diego Armando Maradona.

Messico 1970, Italia - Germania 4-3

Durante le qualificazioni, nel 1969, avviene il famoso spareggio tra El Salvador e Honduras. Tra l´andata ed il ritorno scoppia la guerra fra i due stati. Ne parlerà Ryscard Kapuscinski, scrittore russo presente in Honduras all´epoca, in “La prima guerra del football e altre guerre di poveri”. Si qualifica l´El Salvador. In Inghilterra - Brasile, Gordon Banks è autore su Pelè di quella che verrà definita come “la parata del secolo”. Protagonista è anche il Perù di Sotil, Cubillas e Chumpitaz, eliminato dal Brasile in circonzanze particolari. L´Italia è reduce dalla vittoria degli europei del 1968. Dopo un discreto girone e un ottimo quarto di finale contro il Messico, in semifinale batte la Germania ovest per 4-3, in quella che è stata definita “la partita del secolo”. La discussione sulla staffetta tra Mazzola e Rivera accompagnerà tutta la manifestazione, fino agli inspiegabili 6 minuti di Rivera in finale, persa per 4-1. Vince il Brasile di Pelè e dei 5 numeri 10, una delle squadre più forti di tutti i tempi. Conquistando così il suo terzo mondiale e portando a casa definitivamente la Coppa Rimet.

Italia 1990, Notti magiche

Sulle note di Bennato e Nannini, l´Italia vive il suo mondiale. La grande sorpresa è Totò Schillaci, poi capocannoniere della rassegna. Il Camerun di Roger Milla diventa la prima squadra africana a qualificarsi per i quarti di finale, battendo all´esordio l´Argentina di Maradona. La Jugoslavia è protagonista del suo ultimo grande torneo, prima della guerra che sconvolgerà i balcani. La caduta del muro di Berlino del 1989, oltre all´inizio del processo di unificazione della Germania, ha portato anche alla fine del regime di Ceausescu in Romania, che si presenterà al mondiale con le bandiere tricolori senza il simbolo al centro, ritagliato e mai più riproposto. Torna l´Egitto dopo il 1934, per coincidenza sempre in Italia. Per la prima volta si qualifica l´Irlanda, guidata da Jackie Charlton, campione del mondo con l´Inghilterra nel 1966 e accompagnato da una certa diffidenza iniziale. Inghilterra che sbarca ad Italia ´90 con la reputazione dei suoi hooligans. Arriverà in semifinale, trascinata dal genio e dalla sregolatezza di Paul Gascoigne. Anche l´Italia verrà eliminata in semifinale, a Napoli dall´Argentina. Dopo un grande mondiale arriva la beffa di Caniggia e dei rigori. Negli ottavi di finale, a Milano andò in scena il “derby” tra Olanda e Germania, tra i milanisti Gullit, Rijkaard e Van Basten e gli interisti Matthaus, Brehme e Klinsmann. Vince la Germania ovest di Lothar Matthaus, che poi andrà a conquistare il mondiale, vendicando la finale di quattro anni prima contro l´Argentina.

Stati Uniti 1994, Maledetti rigori
L´immagine di Baggio che calcia alto il rigore prevale su tutto. L´evento comincia con lo storico errore di Diana Ross, che ciabatta il rigore durante la cerimonia e rovina l´esibizione (presagio?). USA ´94 è prima di tutto il mondiale delle analisi di Maradona, trovato positivo ad alcune sostanze vietate. Poi c´è la Colombia di Valderrama, capace pochi mesi prima di battere 5-0 l´Argentina al Monumental, a detta di tutti è la Colombia più forte di sempre. L´autogol di Escobar, però, cambierà la storia di quella squadra. Il girone della Colombia è vinto dalla Romania di Gheorghe Hagi, in grado poi di eliminare anche l´Argentina. L´Italia di Sacchi fatica, complice anche l´infortunio del leader Baresi. Poi Baggio si scatena. Elimina Nigeria, Spagna e la fortissima Bulgaria di Hristo Stoichkov, prima di arrendersi al Brasile di Romario in finale, ai calci di rigore.

Francia 1998, Blanc et noir
I protagonisti sono Ronaldo e Zinedine Zidane. Tra le favole da raccontare c´è quella dell´Iran, qualificatosi ai danni dell´Australia. Il clima di festa nel paese sarà difficilmente gestibile dal regime. Nel girone, l´Iran troverà e batterà gli Stati Uniti, in una delle partite più tese politicamente degli ultimi anni. La seconda grande favola è quella della Giamaica, capace di qualificarsi per la prima volta ai mondiali a sorpresa. La rivelazione è la Croazia di Boban e Suker, arrivata terza alla sua prima partecipazione, battendo la Germania e arrendendosi solo alla Francia in semifinale. Ma Francia ´98 è soprattutto il mondiale del mistero di Ronaldo, cosa successe nelle ore precedenti alla finale è ancora un mistero. I nostri sogni di gloria si interruppero ancora ai rigori. La traversa di Di Biagio ai quarti di finale consegnò la semifinale alla Francia. I bleus di Zidane regolarono prima la Croazia e poi il Brasile, diventando per la prima volta nella loro storia campioni del mondo.

Spagna 1982, Italia Mundial
Si tratta del mondiale più famoso della nostra storia. Polonia - URSS fu la partita più rilevante politicamente, con un clima di tensione a cui la guerra fredda ci aveva abituati. Il gruppo di Enzo Bearzot, dopo un girone deludente conclusosi con tre pareggi, venne praticamente scaricato dall´opinione pubblica, la nazionale entra in silenzio stampa. Seguirono le vittorie leggendarie contro Argentina (di Maradona), Brasile (uno dei più forti con Zico, Falcao e Socrates su tutti), Polonia (di Boniek) e Germania ovest. Il simbolo di questo cambio di marcia è l´esplosione di Paolo Rossi, fino a quel momento deludente. L´urlo di Tardelli suggellò una delle più belle pagine del nostro calcio. Zoff, a 40 anni, è il capitano che alzerà la Coppa sotto gli occhi del Presidente Pertini.

Questi sono gli episodi presenti nel libro, in cui Buffa sfodera una qualità incredibile di storytelling, riuscendo ad amalgamare citazioni di scrittori (come Gabriel Garcia Marquez e Osvaldo Soriano), di altri personaggi influenti, eventi storici, aneddoti veri o presunti e fatti di cronaca. Si crea un percorso delineato, in cui letteratura e cultura popolare contribuiscono a tracciare e riconoscere la vera filosofia del football, unitaria e universale. In tale narrazione, il calcio è il perno su cui tutto il mondo gira, è il vero e unico linguaggio globale.

Che tu sia un professionista milionario o un ragazzino che calcia un pallone di stoffa, questo è il mondo a cui appartieni.

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