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POLITICA
Consultazioni fino al 31 marzo

Dichiarazione per i diritti di internet, Italia pu˛ essere l┤avanguardia


Dopo molti sforzi, Ŕ stata creata una Commissione parlamentare per la redazione di una Dichiarazione per i diritti di internet. Ogni cittadino pu˛ contribuire inviando le proprie proposte entro il 31 marzo.
Francesco Vergendo 15 Marzo 2015 Condividi
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fonte: therepublicsquare.com

Fino al 31 marzo è possibile, presso il sito della Camera dei deputati, partecipare alla consultazione che servirà a contribuire alla stesura della Dichiarazione dei diritti di internet. Qualcuno l´ha chiamata anche Bill of rights o Magna Charta dei diritti di internet, facendo riferimento ad importanti codificazioni del passato. Si tratta di un momento storico, che segue l´impegno preso a Rio de Janeiro nel 2007, quando il Ministro alla Cultura brasiliano ed il nostro Ministro alle Comunicazioni firmarono una dichiarazione congiunta, in cui si impegnavano alla creazione di tale dichiarazione

Il progetto è ambizioso, poiché l´Italia si propone come promotrice di un´iniziativa (non legislativa, la forza della dichiarazione deriverà dal prestigio che riuscirà ad ottenere), cercando anche il contributo dei cittadini, con la volontà di portare il dibattito soprattutto a livello dell´Unione Europea, magari riuscendo ad inserire i diritti di internet all´interno della Convenzione Europea dei diritti dell´uomo.

La Commissione parlamentare, che ha il compito di guidare questo progetto, è presieduta da Stefano Rodotà, già Garante della privacy e giurista impegnato nelle questioni riguardanti le nuove tecnologie. Sempre all´interno del sito della Camera dei Deputati è presente, per consultazione, la bozza del testo elaborata dalla Commissione parlamentare, a cui saranno integrate le proposte ricevute dai cittadini.

All´inizio della bozza troviamo un Preambolo, in cui si parla del ruolo di internet all´interno della società contemporanea e del suo impatto nella definizione dei rapporti sociali, di lavoro e tra le istituzioni. Già in passato questo ruolo era stato riconosciuto, un esempio eclatante fu la proposta (accettata), da parte di Wired Italia, di inserire internet tra i candidati al Premio Nobel per la pace 2010. Un´iniziativa simbolica, ma di forte impatto mediatico.

Dopo il Preambolo sono presenti 14 articoli, che racchiudono il nucleo dei diritti della persona (soprattutto per quanto riguarda la privacy) e che costituiscono la base del ragionamento. Si tratta soprattutto: del riconoscimento dei diritti fondamentali dell´Unione Europea (Carta di Nizza), del diritto di accesso (e della neutralità della rete rispetto ai dati che trasmette e riceve), della tutela dei dati personali (un importante contributo è arrivato dalla Corte di giustizia dell´Unione Europea, con il riconoscimento del diritto all´oblio che crea dei vincoli nei confronti dei motori di ricerca e che la stessa bozza ricalca), del diritto all´accedere ai propri dati, dell´inviolabilità dei sistemi e domicili informatici, del diritto all´identità, della sicurezza in rete come interesse pubblico e del diritto all´educazione.

La speranza è che in un futuro prossimo si possa creare un sistema articolato di diritti di internet, senza essere costretti a ricavarli per analogia da situazioni che non sempre posso fungere da soluzione, data la loro tipicità. Inoltre, il percorso in atto rappresenta l´occasione per l´Italia di essere precursore nei confronti dell´Unione Europea, contro la tendenza che ci porta ad essere in ritardo su tutto rispetto al resto degli stati membri.


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