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POLITICA
Depenalizzazione in corso

Decreto fiscale, Renzi s┤impunta

renzi

L┤impianto della legge rimane, ma verrÓ ritoccata la soglia del 3%, contestata perchÚ avrebbe favorito Silvio Berlusconi.
Redazione 12 Febbraio 2015 Condividi
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Nelle ultime cinque settimane, il presidente del Consiglio Matteo Renzi  ha discusso più volte con gli esperti in materia la questione del decreto fiscale e alla fine ha deciso la linea: l’impianto non si tocca, si tiene il punto sull’aspetto politicamente qualificante (un eccesso di punibilità penale non funziona), mentre verrà riscritto la norma sul 3 per cento, che aveva suscitato le maggiori perplessità. Verrà riscritta - ecco quel che trapela - non perché nella formulazione originaria favorisse Silvio Berlusconi, ma perché la norma era scritta male, rischiava di non essere incisiva. Lungo questi binari, già decisi da Renzi e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, stanno lavorando gli uffici per trovare una formulazione che salvaguardi l’idea-guida (depenalizziamo tutto quello che si può depenalizzare) e al tempo stesso renda efficace il decreto.

Una linea, tra l’altro, coerente con la nuova stagione politica, nella quale Renzi sa di dover tenere in maggiore considerazione le istanze della minoranza. A palazzo Chigi hanno preso atto della svolta di Berlusconi, sanno che in questo caso non si tratta di attardarsi come nel passato attorno alla solita domanda - c’è o ci fa? - perché stavolta il Cavaliere non farà retromarce. Naturalmente non escludiamo affatto un doppio registro - confida un renziano doc - un atteggiamento aggressivo nella polemica pubblica e un approccio più pragmatico sulle riforme già votate assieme. E infatti ieri, dopo l’annuncio delle dimissioni del forzista Francesco Sisto da relatore della riforma istituzionale, un renziano come Ernesto Carbone dava questa lettura: "Sisto è stato corretto: se fosse rimasto relatore, da quella posizione avrebbe potuto, in linea teorica, intralciare il provvedimento, creare problemi"». A palazzo Chigi la speranza resta la stessa: che al momento decisivo (l’ultima lettura al Senato della riforma del bicameralismo) Forza Italia non faccia mancare il suo appoggio.

Dunque, il decreto fiscale diventa un passaggio significativo nella nuova stagione. Quando fu presentato, erano fiorite parecchie dietrologie, che si potrebbero condensare così: la depenalizzazione del reato di frode fiscale incrociata con la legge Severino avrebbe consentito a Berlusconi di tornare molto prima del previsto ad essere eleggibile in elezioni politiche. Ma dopo le prime dietrologie, lo studio più attento delle norme e il pronunciamento di quasi tutti i giuristi ha escluso un automatismo tra approvazione del decreto e ritorno in campo di Berlusconi. E il dibattito si è acceso sul reale movente del governo: condono mascherato? Segnale “politico” agli evasori pentiti? Con la trasformazione dei reati penali in multe salate, si punta soprattutto a fare cassa fresca? Ora le decisioni di Renzi cambieranno in buona parte quel dibattito.

Fonte: LaStampa.it



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