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Dati del Miur sul rapporto tra diplomati e iscritti all┤universitÓ


Da un focus del Miur emergono i dati sul rapporto tra diplomati ed iscritti all┤universitÓ. Il rapporto pi¨ alto si ha per i licei classico e scientifico. Quello pi¨ basso per l┤istituto professionale.
Redazione 26 Giugno 2015 Condividi
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fonte: universita.it
La laurea non è il destino dei diplomati degli istituti professionali. Quello che viene tracciato dal focus MIUR immatricolazioni università 2014-2015 è il ritratto di un Paese immobile, nel quale i figli dei laureati frequentano i licei e proseguono gli studi anche dopo la maturità, mentre chi proviene da famiglie con genitori che hanno in tasca solo il diploma o la licenza media opta per un tipo di formazione tecnico-professionale e nella stragrande maggioranza dei casi non si iscrive all’università. Tra i diplomati dei istituti professionali, infatti, la percentuale di immatricolati è appena dell’11,4 per cento, mentre sfonda quota ottanta tra gli ex liceali.

Il focus MIUR immatricolazioni università 2014-2015 è stato elaborato sulla base di dati ISTAT. Il rapporto mostra una situazione leggermente migliore rispetto a quella dei diplomati professionali per quanto riguarda gli ex studenti degli istituti tecnici, che puntano a conseguire una laurea nel 30,8 per cento dei casi, e decisamente più rosea per quelli delle scuole ad indirizzo linguistico, che scelgono la via dell’università in quasi 7 su 10 (66,5 per cento). Ma è tra i diplomati dei licei classici e scientifici che si toccano le punte più alte di immatricolati, arrivando a un tasso dell’80 per cento.

Stando al focus MIUR immatricolazioni università 2014-2015, la scelta della scuola superiore avviene per lo più sulla base del grado di istruzione di mamma e papà e del voto riportato all’esame di terza media. Così, i figli dei laureati e quelli che hanno riportato un voto dall’8 in su finiscono in larga maggioranza nei licei, mentre chi non ha genitori che hanno conseguito la laurea o ha preso un voto tra i 6 e il 7 alla licenza media opta in maggioranza per gli istituti tecnici e i professionali.

In questo modo si creano delle scuole piene di “allievi modello”, destinati all’università – i licei – e altre con studenti di livello più basso, che ottenuto il diploma diranno addio ai libri – i tecnici e i professionali. E la cosa si riflette anche nei voti riportati dagli studenti all’esame di Stato, che nei licei sono mediamente molto più elevati. Questo fenomeno è lo specchio della rigidità sociale del nostro Paese, caratterizzato da una bassissima mobilità verticale delle varie fasce della popolazione.

(universita.it)


 

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