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Crowdfunding: 3 false credenze e 3 consigli


Sul suo blog Diana Severati analizza brevemente le tre principali false credenze legate alle campagne di crowdfunding, ed elenca altrettanti consigli.
Redazione 28 Giugno 2014 Condividi
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Era il 2005 quando la prima piattaforma italiana ha cominciato ad operare ma è solo negli ultimi due anni che il crowdfunding è "esploso" ed diventato protagonista di conferenze e workshop ed ormai quasi tutti ne parlano.
Ma in cosa consiste il crowdfunding? Senza la pretesa di esaurire in un articolo un argomento così vasto, cercherò di fare luce nella selva oscura che avvolge questo mondo per certi aspetti ancora inesplorato. Per prima cosa analizzerò brevemente le tre principali false credenze legate al crowdfunding.
 
1. Il crowdfunding è semplicemente una nuova forma di finanziamento alternativa, che consente di trovare facilmente fondi anche quando altri canali non sono disponibili o accessibili: il termine crowdfunding è formato da crowd (folla) e funding (finanziamento). Si tende a porre l´accento sul "funding" mentre la parte più importante è proprio la "crowd": senza la crowd il crowdfunding non funziona, è tutta questione di engagement, coinvolgimento, partecipazione della componente collettiva al proprio progetto. Per certi aspetti, senza entrare nell´ulteriore dibattito, potremmo definirlo una forma di "colletta 2.0" o ancora, una sorta di "cassa peota" del terzo millennio.
 
2. Esiste un´unica tipologia di piattaforme di crowdfunding e crowdunfunding è sempre sinonimo di equity crowdfunding: è bene distinguere tra le diverse tipologie, principalmente reward-based ed equity-based (esiste poi anche il modello donation puro e il royalty-based). Il più diffuso è sicuramente il modello-reward based (all´interno del quale sono ricompresi crowdfundiig civico e crowdfunding politico)che prevede ricompense in base all´ammontare della donazione; il tea dell´equity crowdfunding è quello che invece riempie maggiormente i panel dei convegni ma la sua difusione è ancora limitata, anche per via dei vincoli normativi piuttosto stringenti.
 
3.Basta creare una campagna sulla piattaforma e i soldi arrivano: una campagna va pogettata, seguita, promossa e monitorata. Il successo non può prescindere dalla considerazione di quattro elementi fondamentali: obiettivo/target raccolta e tempi, motivazione e racconto, ricompense e, last but not least, la community.
 
A questo punto vorrei dare tre semplici consigli che potranno risultare utili per la riuscita della vostra campagna (mi riferisco al mondo reward).
 
1. Misurate attentamente il vostro obiettivo di raccolta, evitando di lanciare campagne da 100.000,00 euro sulla scia dell´entusiasmo indotto da casi di successo su Kickstarter o Indiegogo raccontati durante i convegni: per un caso di successo ce ne sono migliaia falliti. In base alla vostra potenziale community fatevi due calcoli, dividendo il target per il numero potenziale dei donatori. Le piattaforme si distinguono in "prendi tutto" o "tutto o niente". Nel primo caso si ottiene l´importo raccolto a prescindere dal raggiungimento dell´obiettivo, nel secondo se non si raggiunge l´obiettivo il finanziamento è pari a zero e al donatore non viene addebitato alcun importo o lo stesso viene restituito, a seconda dei sistemi di pagamento adottati dalla piattaforma.
 
2.Il racconto del progetto e le motivazioni sono importantissime per creare engagement. Utilizzate al meglio lo storytelling e se possibile inserite il video.
Spesso anche le ricompense sono importanti, avanti con fantasia e creatività! (Evitate magari l´ennesima maglietta con il logo del progetto...che è una cosa che non fa proprio nessuno, vero?). Il progetto deve essere attraente per la vostra community, valutate attentamente il tipo di risposta che potreste avere e se la vostra proposta è sufficientemente coinvolgente per spingere a fare una donazione.
 
3. La durata della campagna non deve essere troppo estesa. Normalmente la durata è tra i 30 e i 60 giorni ma in ogni caso non più di 90. Non è la durata che genera donazioni bensì uno sforzo temporalmente concentrato. La campagna va costantemente animata e spinta, la promozione è importantissima.
 
CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG DI DIANA SEVERATI

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