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ECONOMIA
Ue-17 in ripresa graduale, tassi restano bassi

Bce: Italia, rischi crescenti su rispetto target deficit 2013


In Italia aumentano i rischi per il conseguimento dell┤obiettivo di disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2013. Prosegue anche il calo della produzione industriale: ribasso del 1.1% secondo l┤Istat
Redazione 12 Settembre 2013 Condividi
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Mentre dalla Bce e da molti altri osservatori internazionali arrivano indicazioni positive sulla ripresa economica del Vecchio Continente, l´Italia fa ancora i conti con l´affanno del suo tessuto economico. Il peggioramento del fabbisogno dell´Italia, dovuto soprattutto al rimborso dei debiti verso le imprese, ´´mette in risalto i rischi crescenti per il conseguimento dell´obiettivo di disavanzo´´ al 2,9% del Pil per il 2013". Lo scrive la Banca Centrale Europea nel suo bolletino mensile, notando anche le misure per compensare l´abolizione dell´Imu e il rinvio dell´aumento Iva.

Fino a luglio 2013, i dati indicano un fabbisogno finanziario cumulato di 51 miliardi di euro, in aumento da quasi 28 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2012: "Il peggioramento - avverte la Bce - dovuto soprattutto all´erogazione di sostegno al settore finanziario e al rimborso di arretrati, mette in risalto i rischi crescenti per il conseguimento dell´obiettivo di disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2013".

L´istituzione monetaria ricorda che ad agosto "il governo ha annunciato, per l´anno in corso, l´abolizione della prima rata dell´imposta sulle abitazioni principali di proprietà. Il mancato gettito, pari a 2,4 miliardi di euro circa, ossia lo 0,1 per cento del Pil, sarà compensato mediante un contenimento della spesa e maggiori entrate".

Migliori invece le prospettive della Europa: le economie dell´Eurozona sono in ´´graduale ripresa´´ con un ´´lento recupero del prodotto´´ atteso per il resto del 2013. "La crescita del Pil in termini reali è stata positiva nel secondo trimestre, dopo sei trimestri con il segno negativo", rileva l´istituzione. E "gli indicatori del clima di fiducia fino ad agosto - si legge - confermano le attese di un graduale miglioramento dell´attività economica a partire da bassi livelli". La Bce promette tuttavia una politica monetaria che ´´resterà accomodante finché necessario´´.

Istat: a luglio produzione industriale -1,1%.

E ancora più cattive notizie per il Belpaese: prosegue il calo della produzione industriale, che a luglio torna infatti a scendere su base mensile, segnando un ribasso dell┤1,1%. Per trovare un calo congiunturale più forte occorre tornare a giugno 2012. Lo ha rilevato l┤Istat, che continua a registrare cali nel confronto annuo: in termini tendenziali la contrazione, la 23esima, è del 4,3% (corretta per effetti calendario). Nella media del trimestre maggio-luglio, annotano ancora dall┤Istituto di statistica, l’indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.

Nell┤ambito della manifattura, gli unici incrementi congiunturali si sono registrati per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+4,4%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+2,2%).

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a luglio 2013, diminuzioni tendenziali in tutti i raggruppamenti principali di industrie. Calano in modo significativo l┤energia (-7,1%) e i beni strumentali (-6,6%), mentre registrano una flessione più contenuta i beni di consumo (-3,7%) e i beni intermedi (-2,1%).

Per quanto riguarda le dinamiche tendenziali dei settori di attività economica, a luglio 2013 l┤unico comparto in crescita è quello delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano per i settori dell┤industria del legno, della carta e stampa (-11,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,6%) e della fabbricazione di mezzi di trasporto
(-8,4%).

Immagine: tg24.sky.it

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