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POLITICA
Decisione della Corte europea di giustizia

Rifiuti, maxi multa all┤Italia

rifiuti

penalitÓ di 40 milioni di euro per una sentenza del 2007 non eseguita, ma il ministro dell┤Ambiente non ci sta.
Redazione 4 Dicembre 2014 Condividi
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La Corte europea di giustizia ha inflitto all’Italia una multa forfettaria di 40 milioni di euro per il mancato rispetto della normativa Ue in materia di gestione dei rifiuti e delle discariche a cui si aggiungeranno penalità fino a un massimo di 42,8 milioni per ogni semestre che passerà dalla sentenza fino alla messa in regola delle 218 discariche illegali presenti sul territorio italiano. Secondo i giudici europei, le procedure italiane non garantiscono la salute umana e la protezione dell’ambiente, soprattutto per i mancati controlli sui rifiuti pericolosi e l’assenza di un sistema che eviti la proliferazione delle discariche abusive.

"La sentenza sanziona una situazione che risale a sette anni fa. In questo tempo l’Italia si è sostanzialmente messa in regola", ha affermato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. "Siamo passati da 4.866 discariche abusive contestate, a 218 nell’aprile 2013. Cifra che si è ulteriormente ridotta a 45", mentre "con la Legge di Stabilità 2014 sono stati stanziati 60 milioni di euro per un programma straordinario che consentirà di bonificare trenta delle 45 discariche rimaste", prosegue il ministro in una nota. "Le restanti quindici discariche abusive saranno bonificate con un ulteriore impegno di 60 milioni di euro. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni Ue per non pagare nemmeno un euro di quella multa figlia di un vecchio e pericoloso modo di gestire i rifiuti con cui vogliamo una volta per tutte chiudere i conti".

La Corte del Lussemburgo ha infatti multato l’Italia per non avere dato esecuzione a una sentenza della stessa Corte del 2007 che aveva constatato l’inadempimento alle direttive sui rifiuti. La multa è il risultato di sette anni di richiami Ue: delle centinaia di procedure aperte ogni anno, solo pochissime arrivano a una sanzione e solo in casi di perduranti ritardi. Ma in questo caso, dichiara la sentenza, «l’inadempimento perdura da oltre sette anni» e "le operazioni sono state compiute con grande lentezza" tanto che "un numero importante di discariche abusive si registra ancora in quasi tutte le regioni italiane".

Nel 2007 la Corte dichiarò che l’Italia era «venuta meno, in modo generale e persistente, agli obblighi stabiliti dalle direttive sui rifiuti, sui rifiuti pericolosi e sulle discariche». Nel 2013 la Commissione Ue ha ritenuto che l’Italia non avesse ancora adottato tutte le misure necessarie per dare esecuzione alla sentenza del 2007. In particolare, 218 discariche situate in 18 regioni non erano conformi alla direttiva rifiuti, sedici discariche contenevano anche rifiuti pericolosi e per cinque discariche l’Italia non aveva dimostrato che fossero state oggetto di riassetto o di chiusura in linea con quanto richiesto dalla Ue. La Commissione Ue ha denunciato che 198 discariche non erano ancora conformi alla direttiva rifiuti, di cui quattordici non conformi neppure alla direttiva rifiuti pericolosi, oltre a due non conformi alla direttiva discariche. La Corte ha quindi condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria di 40 milioni di euro e a versare una penalità di 42,8 milioni per ogni semestre a partire dal 2 dicembre fino all’esecuzione della sentenza del 2007. Dai 42,8 milioni, ogni volta che una discarica con rifiuti pericolosi sarà messa a norma saranno detratti 400 mila euro e 200 mila per ogni altra discarica.

La multa forfettaria di 40 milioni di euro è la sanzione più pesante mai inflitta dalla Corte europea dal 1992, cioè da quando i Trattati le danno il diritto di imporre multe agli Stati. Finora la multa forfettaria più elevata (30 milioni) era stata inflitta dalla Corte sempre all’Italia nel 2011 per aiuti di Stato illegali sotto forma di sgravi fiscali per contratti di formazione lavoro. In totale la Corte ha inflitto finora una decina di multe, due delle quali all’Italia.

"Credo sia giusto far pesare le multe sulle amministrazioni inadempienti", ha commentato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera. "Penso a Milano che, insieme a Vienna, è prima tra le città europee sopra il milione di abitanti per raccolta differenziata o al fatto che l’Italia è leader in Europa nell’industria del recupero facendo meglio anche della Germania. È necessario incentivare i Comuni che gestiscono i rifiuti in modo virtuoso puntando sulla differenziata anziché sulla discarica. È urgente approvare in tempi rapidi la legge che introduce i reati ambientali nel nostro Codice penale. Una legge passata a larga maggioranza alla Camera e all’esame del Senato da dieci mesi".

Fonte: Corriere.it











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