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POLITICA
Voglio una verdania secessionista

Arresti in Veneto: armi da guerra per il movimento secessionista


Operazione del Ros dei carabinieri dopo un┤inchiesta della Procura di Brescia: oltre 51 gli indagati, fra cui uno dei leader dei Forconi. Matteo Salvini: "liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri e arrestano chi vuole l┤indipendenza. Siamo alla follia". Misura cautelare anche per l┤ex parlamentare della Lega Nord Franco Rocchetta. Il gruppo preparava un┤azione eclatante in piazza San Marco con un carro armato artigianale
Redazione 2 Aprile 2014 Condividi
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Associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Tradotto: violenza secessionista. Per la Procura di Brescia non ci sono dubbi: erano disposti a tutto pur di spingere all’indipendenza del Veneto. Anche ad azioni clamorose. Fino ad oggi, quando un blitz dei carabinieri del Ros ha stroncato l’attività pseudo-politica di un gruppo secessionista veneto, accusato di aver messo in atto “varie iniziative, anche violente“, per raggiungere l’obiettivo: la secessione dall’Italia. L’indagine ha portato a ventiquattro arresti nelle provincie di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. In carcere anche l’ex parlamentare Franco Rocchetta, fondatore della Liga Veneta (attualmente fuori dal movimento confluito nella Lega Nord) e tra i promotori del referendum per la secessione delVeneto. Stesso provvedimento per Lucio Chiavegato, uno dei leader dei Forconi. In carcere anche Luigi Faccia, mentre ai domiciliari è finito Flavio Contin: questi ultimi due sono personaggi già noti alle forze dell’ordine perché fecero parte del gruppo dei Serenissimi, che tra l’8 e il 9 maggio del 1997 occuparono piazza San Marco a Venezia a bordo di un blindato.

Tra gli indagati anche il presidente e la segretaria della Life, un’associazione particolarmente attiva nel periodo delle contestazioni dei forconi dell’8 dicembre scorso (leggi). Indagato anche l’indipendentista di Terralba (Oristano) Salvatore Meloni, detto Doddore. A rivelarlo è stato lui stesso, convocando per questo pomeriggio una conferenza stampa. A casa di Meloni questa mattina alle 5 è stata eseguita una perquisizione durante la quale sono stati sequestrati computer e cellulari. Nelle iniziative documentate dall’indagine anche la trasformazione di un trattore agricolo in una sorta di carro armato con un cannoncino da 12 millimetri perfettamente funzionante. Il veicolo sarebbe servito per compiere un’azione eclatante a Venezia in piazza San Marco. Il mezzo è stato sequestrato a Casale di Scodosia nel padovano, il comune che, a quando si apprende, sarebbe stata la “base” del gruppo. Nel corso dell’indagine, che vede indagate 51 persone in tutto, sono state effettuate 33 perquisizioni.

Per quanto riguarda la composizione del gruppo, secondo gli inquirenti “l’Alleanza ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano”: tra queste Brescia Patria,Veneto Stato, il movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonché il movimento dei Serenissimi. Nel progetto dell’organizzazione secessionista, oltre alla liberazione di piazza San Marco, è prevista l’insurrezione degli strati delle popolazioni del Nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate presso Paesi amici, già individuati nella Serbia e nella Svizzera, al fine di ottenere un formale riconoscimento internazionale. Per ottenere la massima visibilità e vanificare l’intervento delle forze di polizia, dopo l’azione di piazza San Marco i membri dell’Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una capitale europea da individuare.

Il precedente
Alessio Morosin
, avvocato di Flavio Contin, proprietario del garage nel quale è stato ritrovato il mezzo blindato, afferma che “il tanko è lo stesso usato nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1997, quando un gruppo di Serenissimi occupò piazza San Marco rivendicando l’indipendenza del Veneto. Nella Vicenda, anche allora fu coinvolto Flavio Contin. “Il mezzo – afferma l’avvocato – è stato legalmente acquistato all’asta al termine del procedimento del Tribunale di Venezia da un gruppo di persone che aveva come referente Geremia Agnoletti“. Contin e Faccia, assieme ad altriotto indagati, sono accusati di aver illegalmente fabbricato e detenuto quello che viene definito “un carro armato-arma da guerra”. La costruzione e la detenzione di un blindato, che ricorda il ‘tankò usato nel 1997 dai “Serenissimi” in Piazza San Marco, che si muove tra Casale di Scodosia (Padova) e Palazzolo sull’Oglio (Brescia), ma anche in altri luoghi forse per provarlo, dall’aprile dello scorso anno ad oggi. I due sono anche accusati, assieme al altre 16 persone, tra le quali Franco Rocchetta, del reato previsto all’articolo 270 bis del codice penale (Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico) per aver promosso, costituito, organizzato e finanziato una associazione denominata ‘L’Alleanza’, che avrebbe avuto tra i suoi propositi l’occupazione militare di Piazza san Marco, a Venezia.

La Procura: “Si rifacevano ai Serenissimi che occuparono Piazza San Marco”
Si proponevano ”l’indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all’insurrezione popolare” i componenti del gruppo ‘Alleanza‘, sgominato stamani dall’operazione dei Ros. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno, durante la conferenza stampa convocata per spiegare l’operazione. “Il gruppo – ha spiegato il magistrato – era stato fondato nel maggio del 2012 e riuniva esponenti di Brescia patria e del Movimento separatista Veneto stato. Il programma si rifaceva, prevedendo però anche metodi violenti, al gruppo della Serenissima, autore dell’ occupazione di piazza San Marco a Venezia. Tra gli indagati vi sono anche persone che parteciparono al blitz nel capoluogo veneto. Per quanto riguarda presunti legami con movimenti politici, il procuratore di Brescia ha sottolineato che “non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la Lega Nord’’. Anzi, per Tommaso Buonanno “si tratta di persone che avevano avuto contrasti con la Lega Nord’’ perché ritenevano la linea Carroccio troppo morbida.

A sentire gli inquirenti, poi, il gruppo intendeva utilizzare il carro armato rudimentale “per un’azione in Piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate”. Per gli investigatori il tank (seppur artigianale in quanto realizzato dotando una ruspa di paratie blindate) poteva essere armato con una bocca da fuoco. A proposito dell’azione ‘in programma’ a Piazza San Marco, “è stato documentato come alcuni militanti dell’organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese, da destinare ai membri dell’organizzazione”. Il carro armato artigianale, “definito Tanko”, è stato costruito in un capannone a Casale di Scodosia, in provincia di Padova utilizzando una pala cingolata Fiatallis Mod.FL 20, “successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare”. Sempre nello stesso capannone, alcuni membri dell’organizzazione hanno di recente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l’offensività del mezzo blindato una volta armato. Secondo la procura, inoltre, l’organizzazione secessionista ha svolto anche una diffusa attività di autofinanziamento che ha consentito di raccogliere finora non meno di 100mila euro, grazie a singole elargizioni e all’apertura alla Cassa Padana di un conto dedicato alla raccolta dei fondi.

L’ordinanza del gip: “Ampio disegno eversivo”
Il nucleo fondante ed i dirigenti dell’associazione L’Alleanza “hanno delineato un disegno eversivo molto più ampio” dei Serenissimi che agirono in piazza San Marco nel 1997, “perseguendo la saldatura di più movimenti separatisti che, con iniziative coordinate, dovrebbero collaborare nell’attacco all’unità dello Stato e, comunque, rendere più difficile la reazione dell’apparato statale alla proclamata indipendenza di buona parte del lombardo-veneto”. E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip, secondo cui “teorizzano e mettono in pratica un’operatività su un doppio binario, uno dei quali costituito dal volto pubblico e legale di propaganda politica dei valori indipendentisti o secessionisti e l’altro costituito dalla creazione di una struttura organizzativa segreta, con reclutamenti mirati, i cui veri fini non potevano essere divulgati”. E dunque, prosegue il giudice, “nel programma dell’organizzazione si afferma la necessità di uso della violenza, al fine di provocare e guidate in armi una rivolta popolare, per giungere alla proclamazione della Repubblica Veneta”.

Ecco perché l’organizzazione sgominata dal Ros non ha “di mira un’azione simbolica o meramente dimostrativa come nel maggio del 1997 ma al contrario ricerca armi leggere e progetta mezzi blindati effettivamente operativi e dotati di armi pesanti costruite ad hoc, con un piano che, pur avendo di mira Venezia ed altre città (tra le quali Brescia), stavolta prevede un’azione militare in senso proprio, con resistenza armata, per di più coinvolgendo al contempo un’ampia platea di manifestanti“. La presenza di questi ultimi, nell’ottica degli arrestati, “dovrebbe rendere impossibile una reazione immediata delle forze dell’ordine“: e sulle “prevedibili incertezze della risposta dello Stato”, l’organizzazione puntava da un lato ad innescare “un processo insurrezionale più ampio” e dall’altro ad avare “i primi riconoscimenti esteri della nuova realtà politica”.

Sempre secondo il gip, per conseguire l’indipendenza del Veneto e di altre regioni italiane, nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Brescia, sono emersi contatti con altre realtà indipendentiste piemontesi, sarde, campane e siciliane, con l’obiettivo di coinvolgerle nella protesta generalizzata a sostegno dell’azione militare vera e propria. In tale prospettiva, sono state documentate anche attività strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l’organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, oltre alla costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo Serenissimo, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del Veneto dall’Italia. Rappresentanti di questi movimenti, in particolare, si riunirono il 26 maggio 2012 ad Erbusco (Brescia) in quella che gli investigatori definiscono la riunione costitutiva de L’Alleanza.

Informazione via Il fatto quotidiano


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