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AMBIENTE
Dopo due anni

Ancora "No" al Progetto Eleonora


Il Comitato Civico "No al progetto Eleonora" continua la sua lotta per impedire la costruzione di un pozzo esplorativo per l┤estrazione del gas metano ad Arborea, a poche centinaia di metri dallo stagno di S┤Ena Arrubia.
Redazione 19 Settembre 2013 Condividi
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 I viaggiatori che hanno deciso di trascorrere l┤estate nella penisola del Sinis, la "caraibica" costa Ovest della Sardegna, avranno visto, attacati a molti balconi, diversi striscioni e lenzuole con una scritta commone: "No al progetto Eleonora".

Ma, perchè?

Il Comitato Civico “No al Progetto Eleonora” nasce nell’Ottobre del 2011 per iniziativa di alcuni cittadini di Arborea, un paese di circa 4000 abitanti nella costa ovest della Sardegna. Il suo obiettivo è quello di impedire la realizzazione del “Progetto Eleonora”: un progetto che prevede la trivellazione del territorio per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi.

Il Progetto è stato presentato alla Regione Sardegna dalla società Saras s.p.a. – Raffinerie Sarde, multinazionale italiana impegnati da decenni nel settore della raffinazione petrolifera e che negli ultimi anni ha esteso il proprio campo d’azione anche alla produzione di energia elettrica, eolica e, per l’appunto, alla ricerca di idrocarburi.

Ovvia la mobilitazione di chi in quei territori ci abita e vive dei suoi frutti, perché parliamo di una zona che basa la propria economia sui prodotti ittici e, negli ultimi anni, su quell’apporto di turisti che le sue coste meravigliose (ma ancora “selvagge”) possono attrarre.

Il Comitato civico “No al progetto Eleonora” si è mosso con un suo blog e con la sua pagina facebook, ma non è stato poi raro cogliere il fenicottero rosa con la maschera a gas, il loro logo, su diversi volantini di manifestazioni e incontri, appesi nei diversi minuscoli centri abitati della zona.

Alle forti pressioni dell’opinione pubblica si è unita la pretesa di valutazione dell’impatto ambientale sul territorio, doverosamente richiesta dalla Regione Sardegna al corporate Saras. Una valutazione che è stata contestata a chiare lettere e norme di legge alla mano dall’associazione ecologista sarda Gruppo d’Intervento Giuridico.

Calcando la mano sulle leggerezza con cui i tecnici del Saras valutano i danni ambientali del progetto nel loro documento, il Gruppo ad esempio riporta sul proprio sito. “Lo studio idrogeologico afferma che ‘con riferimento specifico al podere in cui verrà perforato il pozzo esplorativo, si è accertato che tutte le acque di corrivazione, che dovessero comunque interessare l’area, verrebbero drenate dai canali che circondano il podere, per essere poi disperse nella fascia dunare o scaricate nello stagno di S’Ena Arrubia attraverso il vicino impianto di sollevamento’.

In estrema sintesi, qualsiasi certa fuoruscita di sostanze tossiche, come l’idrogeno solforato e il mercurio, qualsiasi eventuali perdite di idrocarburi che malauguratamente dovessero avvenire nel corso delle trivellazioni, dopo aver contaminato la falda idrica nel sottosuolo, saranno disperse nella fascia dunare o scaricate nello stagno di S’Ena Arrubia, con palese violazione degli obblighi di salvaguardia ambientale internazionalmente contratti.

Non solo della Convenzione Internazionale di Ramsar e della direttiva CEE per la tutela dei siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43) ma anche delle norme italiane sul vincolo paesaggistico nonché quelle regionali di conservazione integrale del patrimonio demaniale e di destinazione della zona a riserva naturale.

"La Saras ha sottovalutato l’azione dei cittadini, delle amministrazioni locali, delle associazioni di categoria, delle associazioni naturalistiche, dei partiti politici che hanno preso posizione per la difesa di Arborea e di tutto il territorio interessato dal Progetto Eleonora – scrive in una nota il Comitato - Ai tecnici Saras serve dunque maggior tempo per analizzare e produrre risposte alle osservazioni approfondite e meticolose di tutti coloro che hanno studiato e analizzato il Progetto Eleonora".

Il Comitato ricorda inoltre che la letteratura scientifica internazionale ha accertato come "dalla trivellazione per ricerca idrocarburi scaturisca una serie di composti incompatibili con la salute delle persone e degli animali. Composti che possono causare danni alla salute come alterazione del Dna. Esattamente gli stessi danni riscontrati recentemente da uno studio dell’Università di Oxford su 75 bambini che vivono a ridosso dell’impianto industriale di Sarroch, e su cui Saras non ha ancora rilasciato alcun commento".

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