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Allarme della Fnomceo sull┤eccesso di matricole a medicina


La Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) invita i ministeri della Salute e dell┤Istruzione a ridurre il numero degli accessi a Medicina "oppure tra 10 anni ci saranno almeno 25mila medici disoccupati", avverte l┤associazione.
Redazione 29 Giugno 2015 Condividi
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fonte: universita.it
 Mentre ancora si attende il decreto che stabilirà quanti saranno i posti disponibili per l’anno accademico 2015-2016, la Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) invita i ministeri della Salute e dell’Istruzione a ridurre il numero degli accessi a Medicina “oppure tra 10 anni ci saranno almeno 25mila medici disoccupati“, avverte l’associazione.

Il problema, denuncia l’associazione, è l’eccessiva differenza tra il numero dei laureati e quello delle borse di specializzazione, così ogni anno tra i 2mila e i 2.500 giovani medici rischiano di restare tagliati fuori dal mondo del lavoro. Ma non tutti concordano con la cifra di accessi suggerita da Fnomceo. Andrea Lenzi, Presidente della Conferenza Permanente dei Presidi dei Corsi Di Laurea in Medicina e Chirurgia, sostiene che 6.500 posti sarebbero troppo pochi per garantire il necessario turnover.

Alla base della proposta di ridurre il numero di posti a Medicina c’è quella che la presidente di Fnomceo, Roberta Chersevani, ha definito una “questione di giustizia“, perché “non è giusto negare il futuro ai nostri giovani, costringendoli a perdere anni del loro percorso formativo, professionale, di vita”. Per evitare che in Italia ci si ritrovi con un esercito di medici disoccupati, allora, la soluzione è contenere il numero dei laureati, facendo sì che non ecceda quello delle borse di specializzazione.

La questione della riduzione dei posti disponibili per l’immatricolazione a Medicina, però, per alcuni non va affrontata in maniera così radicale. Andrea Lenzi, ad esempio, ritiene che la cifra proposta da Fnomceo sia eccessivamente limitata. Per evitare di avere troppi medici disoccupati basterebbe prevedere ogni anno 8mila immatricolazioni, “per avere la certezza di avere 7mila laureati e rispettare il turnover. Ma in ogni caso serve una programmazione europea, perché se i laureati italiani vanno a lavorare in Portogallo per esempio perché lì se ne formano di meno dobbiamo essere ricompensati”, spiega Lenzi.

Se quest’anno la cifra degli immatricolati rimarrà in linea con quelle del passato, oppure si avvicinerà al suggerimento di Fnomceo per evitare la presenza di troppi medici disoccupati per il momento non lo si può ancora sapere, visto che a poco più di due mesi dallo svolgimento del test di ammissione 2015, ancora non sono stati resi noti il numero e la ripartizione dei posti disponibili.

(universita.it)

 

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