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INTERVISTE

Alessandra Bordoni, ricercatrice Unibo, parla del suo progetto sulla corretta alimentazione


Alessandra Bordoni, Professoressa di Scienza dell┤Alimentazione e di Nutrizione Umana al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari presso Campus di Scienze degli Alimenti di Cesena, Ŕ responsabile di un progetto europeo denominato PATHWAY-27 il cui obiettivo Ŕ migliorare in modo significativo la salute ed il benessere attraverso lo studio degli effetti positivi di alcuni componenti bioattivi naturali.
Redazione 10 Giugno 2015 Condividi
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Migliorare in modo significativo la salute ed il benessere dei consumatori attraverso una corretta alimentazione composta anche da alimenti con un valore nutrizionale aggiunto. È l´obiettivo del progetto europeo Pathway-27, coordinato dall´Università di Bologna. Ne parla Alessandra Bordoni, responsabile del progetto.

Le cosiddette "malattie del benessere" colpiscono un numero elevatissimo di persone e la dieta può migliorare i cosiddetti fattori di rischio. Perché è importante lavorare su prodotti industriali e di largo consumo?
Molte malattie la cui incidenza è in aumento sono definite "malattie del benessere", e sono riconducibili a drastiche modifiche nello stile di vita in generale e nelle abitudini alimentari in particolare. Ad esempio, in quanti oggi fanno abitualmente in casa pasta, pane e biscotti? Quante mamme danno ai loro figli per merenda cose diverse dagli snack prodotti dall´industria? Le scelte del consumatore sono sempre più orientate verso i prodotti pronti o parzialmente pronti, anche per questioni di tempo e praticità. Invece che tentare di invertire questa tendenza, impresa che potrebbe rivelarsi molto difficile, appare più logico fornire all´industria alimentare le conoscenze e le competenze per produrre alimenti a maggior valore nutrizionale, in grado di migliorare il nostro stato di salute. Ovviamente, nel caso di alimenti a largo consumo l´impatto sulla salute del consumatore potrà rivelarsi maggiore.

Spesso i cibi dichiarano in etichetta indicazioni sulla salute. Cosa porterà di nuovo il progetto Pathway?
Secondo la legislazione Europea gli alimenti possono dichiarare in etichetta indicazioni sulla salute solo se esistono prove scientifiche sicure sulla veridicità di queste affermazioni. Tale validità scientifica viene valutata dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) e da un’apposita Commissione in seno al Parlamento Europeo. Il progetto Pathway-27 si propone, tra l’altro, di dare indicazioni all´Efsa ed alla Commissione Europea circa alcuni parametri utili per valutare il reale valore salutistico e preventivo di un alimento, con ovvio vantaggio per il consumatore.
 
Quanto è importante il coinvolgimento delle aziende in un progetto di questo tipo?
Importantissimo! E non solo delle aziende partner dirette del progetto, che stanno producendo alimenti che vengono testati per molteplici aspetti al fine di formulare il prodotto ottimale, ma anche di quelle che partecipano alla "piattaforma industriale" di Pathway-27, che vengono consultate e forniscono pareri. Questo ci permetterà di redigere, a fine progetto, delle linee guida dirette a tutte le industrie alimentari europee, ed in particolare alle piccole industrie, che indicheranno i principali problemi che possono emergere durante la formulazione e la produzione di alimenti arricchiti con particolari nutrienti o composti bioattivi, e quindi con un valore aggiunto nutrizionale e salutistici. Queste linee guida aiuteranno le aziende a risolvere questi problemi, aumentando il loro grado di innovazione e la loro competitività.

Quali ricadute può avere la ricerca a livello sociale?
Certamente il consumatore potrà avere a disposizione alimenti a maggiore valore nutrizionale e preventivo, che potranno migliorare la sua alimentazione e il suo stato di salute, con notevole ricaduta non solo a livello del singolo ma dell´intera società. Inoltre l´aumentata competitività delle aziende potrà avere una ricaduta occupazionale.
(magzine.unibo)

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