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POLITICHE DI INCLUSIONE
Investimenti del Governo in arrivo

Agenda digitale, l┤Italia si sveglia


Il "Progetto Strategico Banda Ultralarga" punta all┤implementazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell┤economia digitale del Paese.
Redazione 6 Ottobre 2014 Condividi
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fonte:Libriinrete.it
L´italia vuole recuperare il terreno perso rispetto agli altri Paesi europei in materia di diffusione della connessione a internet. Non sarà facile sviluppare l´Agenda digitale, così come richiesto dall´Europa, ma il Governo comincia a muoversi annunciando il  “Progetto Strategico Banda Ultralarga”. Come si legge dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico, è la misura governativa adottata per raggiungere gli obiettivi dell´Agenda digitale europea, concernenti l’accesso a internet per tutti i cittadini "ad una velocità di connessione superiore a 30 Mb/s" e, per almeno il 50% della popolazione “al di sopra di 100 Mb/s”.

La linea di miglioramento delle infrastrutture necessarie prevede, tra le altre cose, una cornice di riferimento per le Amministrazioni Pubbliche, le Regioni e gli Enti locali, un progetto di sistema per uno sviluppo coordinato e interoperabile delle infrastrutture e capace di attirare gli investimenti privati necessari al suo completamento.
Per la sua attuazione il Ministero invita le Regioni, le Province autonome e gli enti locali interessati all’intervento a siglare opportuni accordi per l’impiego di fondi pubblici volti alla realizzazione di infrastrutture abilitanti la banda ultralarga nel rispetto della neutralità tecnologica (quindi fibra o LTE).

L’intervento pubblico si limiterà alle sole aree bianche NGAN, ove il mercato da solo non dimostra interesse a investire. Ai fini dell´individuazione delle aree marginali nelle quali intervenire, il Ministero dello Sviluppo Economico svolge semestralmente una consultazione pubblica rivolta agli operatori di telecomunicazioni.

Il nodo della questione è sicuramente costituito dalle coperture economiche previste: a questo proposito il Governo si muoverà con finanziamenti pubblici, finanziamenti privati, strumenti di debito a medio e lungo termine. In particolare nella prima fase di sviluppo, date le caratteristiche del settore fin qui delineate, lo strumento di finanziamento non potrà che essere di natura pubblica. L’aumento della domanda di servizi a banda ultralarga consentirà nel medio termine di disporre di strumenti di debito che saranno utilizzati per espandere le infrastrutture in altri territori.

Le fonti di finanziamento saranno molteplici, sia di origine comunitaria, sia nazionale e regionale, in particolaresi parla dei fondi FESR 2007-2013, della nuova ripartizione dei fondi FESR 2014-2020, dei fondi FSC nazionali e regionali (qualora disponibili). L’intervento pubblico sarà circoscritto nelle aree in cui gli operatori privati non dimostrano interesse a intervenire autonomamente nei prossimi anni 3 anni.





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