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AMBIENTE

5 alimenti futuristici che cambieranno il nostro modo di mangiare


L┤industria alimentare odierna non Ŕ in grado di sostenere una popolazione in continuo aumento. Ecco 5 tecnologie alimentari che promettono di cambiare la nostra vita. Dalla carne coltivata ai beveroni all-inclusive
Redazione 19 Maggio 2014 Condividi
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Magari l’idea non vi sfiora nemmeno, mentre affondate la faccia nei vostri spaghetti all’amatriciana durante la pausa pranzo, ma se riuscite a trovare un piatto pieno davanti al naso ogni mezzogiorno è in gran parte merito di un’industria fra le meno sostenibili che l’uomo abbia mai creato. Stando agli studi più recenti, se la popolazione mondiale continua ad aumentare al ritmo attuale, entro il 2050 la produzione alimentare dovrà aumentare del 70%.
 
Il che, tradotto in una parola, significa: disastro. Già oggi l’industria alimentare consuma un quantitativo mostruoso di energiaacqua e territorio, per non parlare dell’impatto che ha sull’inquinamento e sulla biodiversità. Continuando su questo crinale, nei prossimi anni la situazione non può che peggiorare, non solo in termini ambientali, ma anche sanitari e alimentari, dal momento che la scarsa qualità di cibi prodotti in massa finisce per compromettere la salute dei consumatori. Insomma, il punto di rottura è molto più vicino di quanto pensiamo.
Ma c┤è chi sta già esplorando nuove strade. Eccone cinque fra le più interessanti.
Carne coltivata
La produzione e il consumo di carne ha già raggiunto proporzioni abnormi, creando problemi ambientali, energetici e sociali devastanti. Se davvero entro il 2050 il fabbisogno mondiale aumenterà del 70%, è facile prevedere come questa situazione possa andare fuori controllo. Se startup come Modern Meadow vinceranno la propria scommessa, gran parte della carne consumata sulla terra verrà prodotta in laboratorio, senza bisogno di allevare e macellare veri animali. La tecnologia alla base della carne coltivata, consentirebbe inoltre di ricalibrare l’apporto nutritivo in modo da produrre carne più “sana”.

Uova vegetali
L’obiettivo di Hampton Creek è riprodurre un composto che abbia le stesse caratteristiche nutritive e gastronomiche delle uova, utilizzando solo proteine vegetali. Dopo aver esaminato più di 3000 diverse piante , HC ha isolato 11 diverse proteine che ora sta utilizzando per sostituire le uova in svariati prodotti, uno su tutti: la maionese. Oltre ad essere ecologicamente sostenibile (non serve più stoccare centinaia di galline in una batteria), questo surrogato di uova risulta anche più salutare, grazie all’assenza di colesterolo.
 
Olio, latte e farina d┤alga
Solazyme è un’azienda biotecnologica che è riuscita nell’intento di produrre una serie di ingredienti che abitualmente occupano le cucine, utilizzando una sola pianta: una microalga geneticamente perfezionata per produrre nutrienti anche in assenza di sole. Con questo processo, Solazyme punta a creare un’alternativa economica e salutare ad alimenti come olio, farina e latte . Tecnicamente, questi prodotti non sono considerabili OGM, perché i geni modificati presenti nelle microalghe, non finiscono nel prodotto finale.
 
Cibo spazzatura che non fa male
Nick e Adam sono rispettivamente un ragazzino affamato di snack al cioccolato e uno chef spagnolo. Insieme hanno fondato Unreal Foods , una linea di snack che si pone l’obiettivo di ricreare alcuni tra i dolciumi più noti degli ultimi anni (dalle barrette al caramello alle tartine al burro d’arachidi), levando dall’equazione ingredienti poco salutari come sciroppo di mais, olii parzialmente idrogenati, coloranti, additivi e conservanti. Non bastasse, Unreal Foods si è posta l’obiettivo di ridurre del 50% gli zuccheri contenuti in ogni snack, e ci è quasi riuscita (per ora sono al 48%).
 
Il beverone all-inclusive
Si chiama Soylent , ma per fortuna non ha nulla a che fare con il soylent green di Fleischeriana memoria. Ideato da un ragazzo di 25 anni di nome Rob Rhinehart, Soylent è un preparato liquido che secondo il suo inventore conterrebbe tutti gli elementi di una dieta equilibrata. Tecnicamente, si tratta di un beverone di maltodestrina, proteine del riso, farina di avena, olio di colza, olio di pesce e altri composti chimici (come le vitamine). Per ora resistono dei dubbi sull’effettiva qualità nutritiva di Soylent, ma nel frattempo, per fugare ogni dubbio, da un anno a questa parte Rhinehart non assume altro alimento all’infuori del suo beverone.
 
Info via Panorama.it (articolo di Fabio Deotto)
 

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